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Dal passato, la linfa per il futuro. A Falerone un ambizioso progetto per valorizzare il parco archologico (e non solo)

Il Teatro Romano del Parco Archeologico "Falerio Picenus"

di Francesca Pasquali


FALERONE - A Falerone la storia la respiri già camminando per strada e guardandoti intorno. Resti e reperti di epoche passate, vestigia dei tempi che furono. Furono, appunto. Il passato remoto è d'obbligo perché, soprattutto in centro storico, di quegli antichi fasti resta ben poca traccia, e quello che rimane non gode di buona salute. “Abbiamo un Governo - dice il sindaco Armando Altini - che fa tagli spaventosi agli enti locali e un patto di stabilità che non ci consente di fare investimenti”.

Non resta quindi che puntare su quello che la storia ha lasciato, che a Falerone è soprattutto il Parco Archeologico. Teatro (43 d.C., dedicato all'imperatore Tiberio Claudio, poteva contenere 1.600 spettatori), Anfiteatro (I sec. d.C., circa 5.000 posti a sedere) e Serbatoi Romani (conosciuti come Bagni della Regina), a Piane, e Museo Archeologico (allestito nei locali dell'antico convento di San Francesco, custodisce importanti reperti della città romana di Falerio Picenus), in centro, costituiscono un unicum nel circondario, un percorso nell'antichità che richiama ogni anno centinaia di turisti.

Numeri precisi in realtà non ce ne sono perché l'Associazione Minerva, che gestisce il Parco Archeologico, da qualche anno non conta più le presenze. “Quello che posso dire - spiega la responsabile - è che negli ultimi anni c'è stato un incremento delle visite scolastiche e un calo dei gruppi organizzati. La maggior parte delle persone ci conosce attraverso la nostra pagina Facebook e il sito del Comune. Per aumentare la visibilità del Parco, oltre ad essere presenti come associazione ad eventi e manifestazioni, a breve entreremo a far parte di una piattaforma digitale che la Regione mette a disposizione di aziende e strutture ricettive”.

Nonostante si tratti di reperti tutti di inestimabile valore, il pezzo forte del Parco - anche perché meglio conservato - resta il Teatro, che d'estate, in uno scenario molto suggestivo, ospita spettacoli ed eventi musicali. “Stiamo approntando un progetto a 360 gradi - anticipa il sindaco - di cui parlo per la prima volta, e che sarà suddiviso in tre fasi. La prima riguarda la valorizzazione della zona archeologica, con l'ampliamento delle sedute del Teatro Romano e l'acquisto delle zone limitrofe al Teatro per organizzare delle 'summer school' con studenti universitari europei che avranno così l'opportunità di formarsi attraverso scavi sul posto. La seconda la creazione di percorsi archeologici, enogastronomici, ciclabili, delle fontane antiche e delle strade romane. La terza il recupero del centro storico, dove sono presenti diversi palazzi abbandonati che potrebbero far parte di un albergo diffuso, di altri spazi come il 'Cantinone' e il locale che si trova sopra la sala consiliare, che dovrebbe essere servito da un ascensore esterno e l'utilizzo dell’ex convento delle Clarisse, chiuso e donato al Papa, che potrebbe diventare un ostello e un centro convegni”.

Un progetto ambizioso, e costoso, (“parliamo di qualche milione di euro”, dice Altini), sulla carta. E nella realtà? “Abbiamo suddiviso il progetto in parti per avere la possibilità di intercettare diverse forme di finanziamenti, da quelli europei a quelli indiretti della Regione. Si tratta di un progetto ideale per un eventuale investitore estero, da sviluppare anche insieme ad altri Comuni della zona, in modo da offrire ai turisti, oltre alle nostre bellezze, anche le eccellenze che si trovano a pochi chilometri da qui”.

Per attrarre turisti, i beni archeologici devono essere fruibili e in buono stato. Qui come siamo messi? “Il Teatro - spiega il sindaco - è di proprietà della Soprintendenza che non consente di effettuare scavi proprio perché poi si dovrebbe occupare della manutenzione dei nuovi reperti. Tutti gli altri resti sono di proprietà privata che, di volta in volta, deve autorizzare le visite. A mio avviso è un fatto grave, frutto di scellerati passaggi di proprietà. Un bene archeologico dovrebbe essere di tutti e a tutti dovrebbe essere consentito fruirne”.


Parco Archeologico “Falerio Picenus” Teatro, Anfiteatro e Serbatoi Romani, Museo Archeologico Antiquarium “Pompilio Bonvicini”

Aperture estive - Giugno: domenica e festivi dalle 16 alle 19; Luglio e Agosto: sabato, domenica e festivi dalle 16 alle 19; Settembre: domenica dalle 16 alle 19; Giorni feriali, apertura su prenotazione al numero 333.5816389

www.comunefalerone.it - www.parcoarcheologico.it - Parco Archologico Falerio Picenus Associazione Minerva

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