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Meno 25 milioni al mese: l'embargo russo affossa l'economia marchigiana. Provvedimento esteso fino al 2016. Coldiretti: agroalimentare a rischio

Immagine di archivio

MARCHE - Non solo alle calzature, il prolungamento - fino al 2016 - dell'embargo russo costa ai vari settori dell'economia marchigiana circa 25 milioni di euro al mese. A sottolinearlo è la Coldiretti regionale, sulla base dei dati Istat del commercio estero, dopo l'annuncio della scelta del presidente russo Vladimir Putin di estendere il blocco ai prodotti occidentali.

La decisione - dice Coldiretti - sarà ratificata lunedì prossimo e non è chiaro se la lista dei prodotti proibiti sarà estesa ad altre tipologie come conserve di pesce, prodotti caseari derivati da grassi vegetali, fiori e dolciumi, come trapelato da alcune indiscrezioni delle autorità locali.

Se si prende in considerazione il settore agroalimentare, continua Coldiretti, le vendite si sono ridotte di oltre il 300% nei primi tre mesi del 2015. Un calo che rappresenta un segnale preoccupante poiché, al di là del volume non elevato del giro d’affari (circa 3,5 mln di euro all’anno), blocca di fatto ogni possibilità di espansione sul mercato russo, con la perdita di quote e spazi appannaggio di altri paesi non colpiti dalle sanzioni.

A ciò si aggiunge - conclude Coldiretti - il fatto che lo stop alle importazioni ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dai salumi ai formaggi.

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