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Le radici (e le novità) del Premio Volponi. Dal 19 al 28 novembre 12^ edizione per la manifestazione nazionale

Paolo Volponi

FERMANO - Per il dodicesimo anno torna il Premio nazionale dedicato alla figura di Paolo Volponi e alla letteratura di impegno civile. Un'edizione itinerante, che da giovedì 19 a sabato 28 novembre si muoverà tra il Fermano e le città di Ancona e Urbino, nel cui cartellone spiccano convegni, presentazioni di libri, spettacoli di teatro e di musica. Ne abbiamo parlato con lo scrittore Angelo Ferracuti, membro di una giuria tecnica qualificata che vede la presenza anche di Andrea Bajani, Enrico Capodaglio, Massimo Gezzi, Massimo Raffaeli ed Emanuele Zinato.

Ferracuti, partiamo dai libri finalisti, il cui vincitore finale verrà scelto sabato 28 novembre a Porto San Giorgio dalla giuria popolare composta da decine di studenti, amministratori e cittadini. “Mi sembra una buona annata, sono tre libri che raccontano il Paese, quello che era ma soprattutto al presente, il dramma dell’emigrazione e dello sradicamento nel libro di Marco Balzano, che tra l’altro ha vinto il Campiello, il lavoro non solo come fenomeno sociale ma anche come spazio identitario ed esistenziale nel breve romanzo di Andrea Caterini, le trame del potere economico alle prese col malaffare e la speculazione edilizia in quello di Romolo Bugaro. Sono libri di impegno civile ma anche molto letterari, e per questo volponiani. Poi c’è l’opera prima, assegnata a un romanzo toccante che racconta la malattia e la morte, scritto da Marco Peano”.

Entrando nel vivo di questa 12^ edizione, quali sono le novità più significative? “Innanzitutto, essere tornati da dove eravamo partiti dodici anni fa, cioè a Porto San Giorgio, grazie al forte sostegno dell’amministrazione comunale che ha investito sul Premio nonostante il momento di crisi, rafforzando un rapporto anche con Fermo, pur mantenendo la rete con gli altri Comuni che è da sempre la nostra forza e fanno del Volponi un premio dispiegato in tutta la regione. Inoltre, il convinto sostegno di enti pubblici, istituti di credito, associazioni, importanti realtà sindacali ed imprenditoriali, l’aver aggiunto ancora una nuova collaborazione con TAM, una delle realtà culturali più significative nate in questo territorio, consolidato quello con il seminario Redattore Sociale di Capodarco, e Rai Radio3, di cui per il secondo anno è nostro media partner.

Credo che abbiamo messo in piedi un programma interessante, con il convegno su 'La buona e la cattiva scuola', l’incontro su cultura, sindacato e democrazia con Landini e Arminio, la mostra anconetana sui luoghi di uno scrittore molto importante per la mia generazione, Pier Vittorio Tondelli, di cui il prossimo anno ricorrerà il venticinquennale della morte, le letture di testi di Jorge Amado da parte dell'antropologa e fotografa Patrizia Giancotti, il premio alla carriera a uno degli intellettuali più rigorosi e di alto profilo della cultura italiana, il germanista e scrittore Claudio Magris”.

Continua, all'interno del cartellone, questa mescolanza di eventi capaci di abbracciare anche discipline come il teatro e la musica, anch'esse portatrici di valori legati all'impegno civile. “Avessimo più risorse potremmo addirittura aprire di più a questi contesti; comunque anche in questa edizione siamo riusciti a non deperire neanche questi eventi collaterali, che vogliono collegare il fare letterario, il valore sociale dei libri, a tutto il resto del mondo culturale. Penso allo spettacolo 'Apocalisse della scrittura' tratto da 'Le mosche del capitale' di Volponi e alla lezione-concerto di Paolo Capodacqua sulla canzone d’autore italiana. Poi per la serata finale avremo la presenza di un attore di grande talento come Ivano Marescotti e quella del percussionista Alfredo Laviano”.

Perché è importante mantenere viva una manifestazione come il Premio Volponi? “Intanto perché in questi dodici anni abbiamo mantenuto una nostra diversità rispetto agli altri premi e festival che si vedono in giro, cosa che ormai ci viene riconosciuta non solo negli ambienti letterari. La sobrietà, il non essere un premio mondano ma militante. In un momento di crisi dell’editoria e di scellerata crescita di quella commerciale, cerchiamo di tenere in vita attraverso le nostre scelte un'idea molto forte di letteratura, quella legata all’impegno sociale, ma al contempo dentro il rigore formale.

Questo però per noi diventa soprattutto impegno sul territorio, occasione concreta di crescita, di dibattito collettivo nelle comunità, negli incontri che faremo nelle scuole, in carcere, speriamo in futuro anche nelle fabbriche, facendo circolare 400 libri che si possono chiamare ancora libri. E poi è ormai un premio che connota fortemente il territorio e ne conferma il ruolo di luogo civile dell’Italia”.

Facebook: Premio Letterario Nazionale "PAOLO VOLPONI" - www.premiopaolovolponi.it

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