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Il bello della montagna raccontatato in un festival. A Smerillo tornano Le Parole della Montagna

SMERILLO - Cosa c'entrano yoga, cinema, vuoto e labirinti, astrofisici, monaci buddhisti e contemplativi cristiani con le creste di Smerillo e Montefalcone? Sono il frutto di un "azzardo" creativo, nato sei anni fa e che continua a stimolare organizzatori e partecipanti del Festival "Le Parole della Montagna - Smerillo Spiritual Festival" (www. leparoledellamontagna.it - Le Parole della Montagna).

L'azzardo è di incentrare un Festival a 800 metri sul livello del mare, fuori dalle consuete rotte del turismo, in un contesto di straordinaria bellezza e tranquillità che aiuta alla riflessione e a riconnettersi con il proprio Io più profondo. Lo sguardo del Festival è poliedrico, come le tante sfaccettature che compongono la vita umana; solca arte, letteratura, filosofia, poesia, cinema, fotografia, con uno sguardo che è quello dell'elevazione.

Partendo dal concetto della sacralità della montagna, ogni anno viene messa a tema una declinazione: quella del 2015 sarà il "vuoto", come condizione previa per raggiungere qualsiasi tipo di pienezza. Le accezioni principali saranno investigate da cercatori spirituali e studiosi che tematizzeranno il concetto di "vuoto" per condividerlo con i partecipanti.

Nei due giorni-clou del Festival si susseguiranno molti approfondimenti. Venerdi 24 luglio padre Giovanni Belloni, missionario Pime (Pontificio istituto missioni estere), parlerà della folgorazione contemplativa in un ashram cristiano in India ("Quando il vuoto parla al cuore"), il monaco-alpinista buddhista, Massimo Shido, del monastero buddhista di Scaramuccia (Orvieto) tematizzerà vuoto e Zen ("Arrivati in cima, continuare a salire"), il prof. Marco Bersanelli, astrofisico, docente all'Univ. di Milano, nella cornice notturna della rocca di Smerillo, dialogherà con il poeta Davide Rondoni sulla "Fantasia del vuoto e del pieno". Proseguiranno sabato 25 luglio, il biblista carmelitano padre R. Fornara, sul "Vuoto nella mistica", il prof. G. Pasqualotto, docente di Estetica e Filosofia delle culture all'Univ. di Padova, con L'esperienza della montagna tra oriente e occidente", e lo speleologo-documentarista, Tullio Bernabei con "Geografi del vuoto".

Apriranno e chiuderanno il Festival due escursioni in montagna; faranno da corollari all'intero programma la proiezione serale di Film dal Trento Film Festival, un corso di fotografia ("de-scrivere" il vuoto), dei laboratori (Art&Dance Therapy, SoulCollage, Yoga) ricerche musicali, agorà poetici e mostre di pittura... "Mi hanno colpito la profondità delle proposte, l'ambiente in cui si svolgevano e l'empatia che regnava nell'insieme; sembrava che ci conoscessimo tutti da sempre" . "Smerillo Festival è una di quelle manifestazioni estive cui non rinuncio mai; mi ricarica le batterie e torno a casa ogni volta sorprendentemente euforica e piena di stimoli" (dalle parole di alcuni partecipanti alle edizioni precedenti).

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