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Gli angeli del soccorso

Gli operatori e gli angeli dell'estate

In questi giorni di piena estate che, per antonomasia, identifichiamo con il riposo, il relax e il divertimento, non ci deve sfuggire il pensiero che, per consentirci di passare un periodo più o meno breve di dolce far niente, ci deve necessariamente essere sempre qualcuno che lavora, si adopera e, in un certo senso, si sacrifica per farci godere giorni di serena vacanza. E così, quando tutti si divertono, lavorano invece a più non posso i proprietari e gli impiegati di alberghi e camping, tutti gli addetti al settore della ristorazione e del commercio in genere. Ma i lavori testé citati come contropartita generano un guadagno, quello che in diritto, come ho detto altre volte, viene definito “sinallagma funzionale”: il “do ut des” dei Latini. E questo, in linea teorica, dovrebbe chiudere la questione: il duro lavoro sotto il solleone permette di portare a casa pane e companatico che, se la stagione è buona, spesso bastano per tutto l’anno, o almeno così dovrebbe. A fronte di ciò, c’è anche un altro aspetto che pochi considerano: ci sono dei lavori, alcuni fatti addirittura per mero volontariato, che passano sotto silenzio, ma sono invece essenziali per permettere alla gente di godersi le vacanze in tranquillità e senza patemi d’animo. Parliamo, ad esempio, dei volontari delle ambulanze, sempre presenti in ogni circostanza che richieda la loro presenza; di quelle del Soccorso Alpino che vegliano silenziosi e inintrusivi sulle nostre passeggiate estive in montagna; parliamo dei volontari della Protezione Civile che, in certe zone di mare, prestano servizio di ausilio alla Guardia Costiera, operando sotto il suo coordinamento; parliamo dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che prestano la loro opera nel campo della sicurezza delle manifestazioni pubbliche; e, infine, dei volontari dei Vigili del Fuoco. Tutte persone che prestano senza scopo di lucro la loro opera a favore della collettività e a cui dovrebbe andare la nostra gratitudine. Poi c’è un’altra realtà, tipicamente estiva, che da quest’anno ho scoperto e ho cominciato ad apprezzare: sono gli addetti al salvataggio in mare, quelli che da sempre sono definiti i Bagnini. Tutti ragazzi dai 16 anni in su, addestrati in maniera seria e dura durante i corsi che si svolgono nei mesi invernali al compito di vegliare sulle persone che si divertono in spiaggia. Un lavoro duro ma formativo, che crea solidarietà tra i ragazzi che lo fanno: con le loro tute rosse sono un po’ gli angeli custodi di chi “mette i piedi a mollo”, spesso senza le precauzioni necessarie. Sono silenziosi, intervengono in maniera discreta, quando è il caso, come viene loro insegnato per non creare inutili allarmi, cercando di prevenire le cause di incidenti. Ne parlo con una dose di orgoglio, perché mio figlio, quel bambino piccolo piccolo che giocava con l’acqua nella foto di apertura del primo numero del Corriere News, tanti anni fa, quest’anno è entrato a far parte della squadra di bagnini di Porto San Giorgio, grande scuola di vita e di dedizione. Ma andiamo oltre: qualche sera fa, durante quella bellissima manifestazione della Notte in Rosa di Porto San Giorgio, ho assistito ad un intervento dei Carabinieri che, non so per quale motivo, dovevano raggiungere il tratto centrale del Lungomare. Non trovando da parcheggiare, diverse persone hanno cercato di scansare alcune biciclette per permettere agli agenti di lasciare la loro auto. Tutti meno uno che, a una cortesissima richiesta di essere più sollecito da parte di uno dei Militari, ha risposto: “Con calma, con molta calma!”. Il capo pattuglia ha guardato verso me che stavo osservando la scena e, con una calma olimpica, ha ribattuto: “Guardi che stiamo lavorando tutta la notte per far sì che tutti si possano divertire senza problemi e ...”. Gli ho stretto la mano e ho risposto: “Grazie, anche a nome di quel “signore” che forse non merita che vi diate tanto da fare per far fronte all’urgenza che certe situazioni richiedono per la salvaguardia di tutti, anche la sua!”. Così va il mondo.

Daniele Maiani



Attenzione e prudenza, sia sulla strada che in mare

L’estate è sicuramente una delle stagioni più impegnative per chi si occupa di primo soccorso. Le richieste al 118 aumentano di circa un terzo in tutta in Italia, specialmente lungo la costa. “Il numero delle emergenze è salito anche qui, con l’arrivo dei turisti, anche se la richieste maggiori arrivano dalle città costiere. In questi casi, quando la Croce Azzurra di Porto San Giorgio è fuori interveniamo noi” commenta Andrea Guerra, dipendente della Croce Verde di Fermo. Quali sono gli interventi che avete effettuato più frequentemente? “In particolare, abbiamo soccorso anziani per disidratazione, colpi di calore. Inoltre, come ogni anno, si ripresentano gli incidenti in moto e scooter che nella bella stagione sono sempre più frequenti”. Come sempre le raccomandazioni comprendono il non uscire nelle ore più calde per i soggetti deboli, bere molta acqua per tutti; ma quali sono gli accorgimenti da adottare in mare? “Se non si è dei buoni nuotatori, è bene farsi seguire da un’altra persona. In generale, è sconsigliato in condizioni di mare mosso. Per chi esce, invece, in barca la raccomandazione è quella di portare quelle che sono le dotazioni di sicurezza, razzi, giubbotti, radio. Inoltre, è fondamentale rispettare quelle che sono le ordinanze vigenti, soprattutto quelle di sicurezza balneare che prevedono il limite di navigazione a 300 metri dalla costa: ovvero non si deve entrare nella fascia riservata ai bagnanti. Ovviamente, è consigliato non avventurarsi in mare con condizioni meteo avverse» spiega il Comandante Tenente di Vascello della Capitaneria di Porto San Giorgio Simona Gentile. Avete aumentato il personale per far fronte a eventuali emergenze in questi mesi? “No, ci siamo organizzati internamente. Noi dipendiamo dalla Capitaneria di San Benedetto del Tronto e seguiamo un’ordinanza, la numero 7 del 2019 che disciplina la sicurezza balneare per tutta la giurisdizione del Circomare di Porto San Giorgio”. Un bilancio di quest’estate fino a questo momento? “Gli interventi sono sulla stessa scia degli altri anni: in particolare, parliamo di bagnanti. Le segnalazioni ci sono arrivate dai bagnini che hanno effettuato i salvataggi, si tratta più che altro di malori legati al caldo. Per ciò che riguarda le richieste di soccorso in mare, fortunatamente ancora non ne abbiamo avute. Facciamo comunque prevenzione con i pattugliamenti in mare”.

Silvia Ilari



La montagna in sicurezza, 365 giorni l'anno

Essere pronti e attivi h24 per 365 giorni l’anno: è la condizione (e la scelta) di ogni componente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, una realtà impegnata costantemente nell’area montana della nostra regione ma anche in altri luoghi sensibili e frequentati durante tutto l’anno. “Sicuramente durante il periodo estivo c’è un allert più alto perché si verificano spesso incidenti in montagna a causa della grande frequenza delle persone” ci spiega Massimo Ilari, addetto stampa del Soccorso Alpino marchigiano. Da quante persone è costituito il gruppo regionale? “Siamo circa 120 operatori, divisi in 5 squadre alpine: Pesaro, Ancona, Macerata, Montefortino e Ascoli Piceno. In più c’è una sesta squadra rappresentata dalla parte speleologica che ha delle funzioni specifiche in ambito ipogeo, quindi quando accadono incidenti in grotta e noi a supporto all’esterno. Inoltre hanno una specificità nel settore delle forre, un ambiente simile alla grotta ma a cielo aperto.” Durante l’anno sono diversi i momenti di formazione ma anche di informazione sulla vostra attività. “Ogni squadra ha un suo percorso, organizza ogni mese esercitazioni. C’è la parte estiva dove si fa un po’ più di arrampicata e di calata in parete, e c’è la parte invernale dedicata ad altre attività utilizzando l’aspetto alpinistico e sci alpinistico. Un tecnico ogni tre anni ha un esame che viene condotto dalle Guide Alpine, che vengono prevalentemente dal nord Italia. Ci dobbiamo saper muovere in qualsiasi tipo di ambiente.” C’è molta impreparazione per quello che riguarda la fruizione della montagna, con qualcuno che alza un po’ l’asticella forzando alcuni divieti ed altri che invece arrivano totalmente impreparati, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento. “A livello statistico, la maggior parte degli incidenti sono causati dall’escursionismo. Non c’è preparazione ma soprattutto c’è l’aspetto tecnico dell’equipaggiamento da tenere in considerazione. Anche una banale nevicata o una condizione meteo, che cambia improvvisamente durante il periodo estivo, può mettere in difficoltà e creare condizioni di pericolo. Abbiamo visto persone con scarpe da tennis o addirittura ciabatte, situazioni al limite del verosimile. Così a farsi male è un attimo e la montagna da questo punto di vista non perdona.”

Andrea Braconi

Obiettivo spiagge sicure

Sicurezza in spiaggia: quest’anno si punta al potenziamento del servizio, a partire dalla copertura della pausa pranzo. Non è che il servizio prima non ci fosse - va precisato – ma risultava interrotto e anziché ogni 150 metri era alternato e i bagnini si davano il cambio. Si parte dalla nuova ordinanza balneare della Guardia Costiera, con il servizio di assistenza bagnanti che durerà fino alla prima domenica di settembre. In prima linea anche i volontari della Protezione Civile Comunale, con il gommone Picchio Mare che svolge attività da 200 metri fino a 12 miglia, tutti i sabati e le domeniche di luglio e agosto. Il servizio, a pieno ritmo a Porto San Giorgio con i bagnini della cooperativa Delta in collaborazione con Confcommercio, insiste anche su Lido Tre Archi e Casabianca, si estende a Pedaso e Marina d’Altidona. Nello specifico, sul litorale nord il servizio è assicurato in località Lido Tre Archi dal 5 luglio all’11 agosto i venerdì, sabato, domenica, dal 12 al 18 agosto tutti i giorni dalle 10 alle 18; in località Casabianca - Lido di Fermo con tre postazioni sulle spiagge libere dalle 10 alle 18 (sempre con orario continuato). A sud, in località Marina Palmense, servizio assicurato sulla spiaggia libera dalle 10 alle 18. Oltre a queste postazioni, il Comune di Fermo garantisce il servizio in forma associata con i concessionari di spiaggia del lungomare fermano. Confermato il servizio anche sulle spiagge di Porto Sant’Elpidio, per il quale il Comune ha investito una cifra che sfiora i 70 mila euro, che è a cura della Cooperativa Cluana Nantes, con orario continuato dalle 10 alle 18 fino a settembre. In base all’ordinanza balneare, da quest’anno c’è l’obbligo di segnalare il limite acque sicure con boe bianche ad un metro di profondità del fondale, quelle rossi a 300 metri di distanza dalla costa. Per evitare fraintendimenti, è specificato anche il divieto di sostare sugli scogli. La Confcommercio consiglia di tenere conto della differenza del fondale: fino a Lido Tre Archi si è protetti dalle scogliere, è poco profondo e sicuro per le famiglie, oltre la costa è meno protetta, dove la balneazione ha bisogno della massima attenzione, quindi se non si è abili nuotatori, con acque più profonde senza scogli, con il vento e mare agitato è bene sostare in prossimità della riva.

Ultima modifica il Martedì, 30 Luglio 2019 09:37

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