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Fra percorsi archeologici e sistema museale. Archeocultura mette in rete cinque Comuni

Montelparo - ex chiesa di San Pietro

FERMANO - L'origine picena è il minimo comun denominatore di un progetto che mira alla valorizzazione del sistema museale, delle zone e dei percorsi archeologici e che prevede innanzitutto la predisposizione di spazi consoni all'esposizione. L'intervento di Archeocultura mira a realizzare una rete museale che coinvolge cinque comuni: Monte Rinaldo, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Falerone e Montelparo. Siamo andati a vedere lo stato dell'arte di questo complesso progetto.

A Monsampietro Morico si è provveduto alla sistemazione degli spazi del Museo di Archeocultura, allestito con i reperti trovati nel territorio, emersi da scavi e già in possesso del Comune, come volumi sulla storia e sulle origini della città. Il museo è stato fondato con questo progetto, grazie ai 70 mila euro messi a disposizione dalla Regione; i locali si trovano nel centro storico, al di sotto del teatro comunale, dove è avvenuto il completamento funzionale degli spazi adibiti a museo. Inaugurato nell'aprile 2014 e aperto al pubblico, per ora ospita visite guidate (ingresso libero), ma fino a quando non si completerà la collezione di altri reperti sarà difficile valorizzarne appieno le potenzialità.

Coinvolto nel progetto anche Monte Rinaldo, del quale si sa che ha usufruito dei fondi per gli arredi del Museo Archeologico che si trova all'interno della Chiesa del Crocifisso e per l'area naturale nella zona limitrofa al tempio ellenistico.

Il comune di Belmonte Piceno rappresenta il fulcro degli insediamenti da parte della Civiltà Picena, dalla quale sono derivati ritrovamenti che per la maggior parte purtroppo non si trovano ancora in zona. La stragrande maggioranza si trova infatti in Germania o al Museo Archeologico di Ancona. Per ora si parla di una collezione di una settantina di pezzi. La tutela dei pezzi mancanti è nelle mani della Sovrintendenza alle Belle Arti e questo vuol dire tempi burocratici tutt'altro che brevi. Per ora, grazie al progetto, si è provveduto al completamento del Museo Archeologico Comunale e alla destinazione museale della Chiesa di San Simone, che attendono di aprire al pubblico. Il più grande paradosso sta nel fatto che Belmonte sia il sito archeologico dove sono stati rinvenuti più reperti (ne sono un esempio la Tomba del Duce, la Tomba dell'Amazzone e una stele con scrittura picena) di cui circa quattromila dislocati in vari luoghi.

Falerone all'interno di Archeocultura è il comune che si occupa della gestione delle spese e dei fondi erogati da parte della Regione per la realizzazione del progetto e suddivise in aree in base al tipo d'intervento effettuato. Falerone è giunto ormai a fine intervento, avendo rendicontato tutte le spese alla Regione. L'area archeologica che lo interessa è quella di Falerio Picenus, con l'ampliamento del Museo Archeologico (Ex Convento di San Francesco) e la riqualificazione dell'area naturale e del percorso naturalistico dell'area archeologica, fra i ruderi di epoca romana.

Coinvolto nel progetto anche Montelparo, che con le sue sette chiese è già di per sé uno dei centri di maggiore concentrazione di arte religiosa. In questo caso l'intervento riguarda l'ex chiesa di San Pietro trasformata in sala conferenze con 42 posti, inaugurata lo scorso 25 aprile. In origine, si trattava di due parrocchie rurali incorporate (alla chiesa di San Pietro fu incorporata quella di San Silvestro). Durante i restauri più recenti dell'antica canonica che si trova al piano superiore e che negli anni era diventata una legnaia, è venuto alla luce un frammento di affresco che mostra una Madonna in trono con bambino tra i santi. Al piano terra, al di sopra dell'unico altare, è presente una concavità nella quale è raffigurata la Madonna col Bambino tra i santi titolari della chiesa, Pietro e Silvestro. Grazie ai fondi del progetto, la chiesa è stata adibita a sala conferenze e dotata di proiettore e schermi. Sebbene sia ancora senza reperti, che al momento si trovano tra Ancona e Firenze, assieme agli altri siti archeologici del centro, la struttura è già visitabile e aperta tutti i giorni (chiuso il lunedì) con guida a disposizione.

La fase successiva, a compimento del progetto Archeocultura, sarà la messa in rete di tutti e cinque i Comuni, quando tutto il materiale verrà messo on line, a disposizione del pubblico che, attraverso strumentazione tecnologica dall'interno di ciascun museo, potrà visionare i reperti degli altri poli collegati.


Serena Murri

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