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Addio porta a porta e scissione in vista: l'Asite si trasforma. Cippitelli: "Puntare su discarica per fare utili. Potrebbe nascere Asite 2"

Roberto Cippitelli

FERMO - Forte di un bilancio 2014 approvato nei giorni scorsi con un utile di 2milioni e 300mila euro, l'Asite rilancia e anticipa la strategia per portare la società a crescere e consolidarsi. A partire da una nuova modalità di raccolta dei rifiuti. "Dobbiamo trovare - spiega il presidente Roberto Cippitelli - un sistema per abbassare i costi di raccolta. Stiamo pensando di realizzare tredici ecocentri, dislocati in tutta la città, che andrebbero a sostituire il porta a porta. Solo l'umido continuerebbe ad essere raccolto a domicilio, mentre per le altre tipologie di rifiuti sarebbero attrezzate delle apposite aree dove il personale dell'Asite controllerebbe il corretto conferimento. Per ora siamo in fase di studio; vanno calcolati i costi iniziali e quelli di gestione. Si tratta di una pratica che sta prendendo piede in nord Italia, dove hanno capito che il porta a porta è un sistema troppo costoso. In questo modo potremmo risparmiare sui costi dei mezzi e del personale che potrebbe essere impiegato per altri servizi, come la cura del verde. Abbattendo i costi e aumentando il fatturato, potremmo riuscire a coprire almeno i costi strutturali. Ho avuto modo di accennare il progetto al nuovo sindaco che si è detto favorevole alla proposta".

Presentando la nuova giunta, Calcinaro ha elogiato i risultati conseguiti lo scorso anno dall'Asite, preannunciando che parte degli utili saranno utilizzati per abbassare le tasse dei fermani, in particolare la Tari. "La questione sta tutta nel 'quantum'. Non si può dissestare una società sottraendole tutti gli utili, anche perché, se gli utili vengono usati per abbassare la Tari, il prossimo anno l'Asite dovrà essere in grado di produrre almeno altrettanto, altrimenti il Comune si vedrà costretto a riaumentare la tassa, creando una specie di boomerang".

Un cortocircuito evitabile? "Sì, dando all'Asite un nuovo assetto societario. Abbiamo prospettato al sindaco un'ipotesi che ci consentirebbe di crescere e di garntire un certo afflusso di utili. La nostra idea è di far fruttare al massimo la discarica che, tra tutti i servizi gestiti dall'Asite, è quello che rende di più, sganciandosi dai meccanismi prettamente pubblici e andando a operare sul mercato. Per ora questo ci è impedito perché, essendo la società partecipata del Comune, gestisce in affidamento diretto quattro servizi (mensa, rifiuti, parcheggi e spiaggia, ndr). Il progetto consisterebbe nel creare una nuova società, un'Asite 2, 'figlia' dell'Asite, che resterebbe partecipata del Comune. L'Asite manterrebbe la proprietà e la gestione della discarica che in questo modo potrebbe operare sul mercato. Puntiamo a lavorare fuori dal perimetro provinciale, non tanto per la raccolata dei rifiuti quanto per la gestione degli impianti, anche insieme ad altri partner. A mio avviso, questa è l'unica strada percorribile per far sopravvivere e crescere la società che, altrimenti, rischia di morire nel giro di qualche anno".

Tempi e modi? "Visti i costi di struttura molto rigidi e difficilmente comprimibili, per mantenere un certo livello di ricavi, è necessario mantenere continuità e diversificare i servizi. Valuteremo il da farsi insieme all'Ammistrazione, ma se vogliamo cambiare dobbiamo farlo adesso, con in Comune una maggioranza compatta. E se l'Asite e la maggioranza troveranno un accordo, anche la minoranza potrebbe seguirci".


Francesca Pasquali

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