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Decoro urbano, ci pensano i detenuti. Protocollo comune-carcere per favorire il reinserimento sociale

Un momento della presentazione del protocollo

FERMO – Per ora saranno in due e si occuperanno di ripulire e tenere in ordine i dintorni del carcere e dell'ospedale. Partirà prima di Natale il progetto, presentato stamattina, che vedrà coinvolti alcuni detenuti del carcere di Fermo. “E' un momento di grande soddisfazione”, ha detto il sindaco Paolo Calcinaro. “Si tratta di un percorso partito poco dopo l'insediamento della nostra amministrazione, che, in poco più di quattro mesi, è diventato realtà”.

La convenzione firmata da comune e carcere consentirà ad alcuni detenuti “affidabili” di occuparsi di lavori di pubblica utilità, permettendo loro di riacquistare un ruolo sociale. Ideatrice del progetto, la direttrice del carcere Eleonora Consoli. “Questo protocollo locale – ha spiegato – nasce da un protocolla nazionale tra Amministrazione carceraria e Anci (Associazione nazionale comuni italiani). L'art. 21 del Regolamento carcerario consente il lavoro esterno dei detenuti ritenuti meritevoli, con l'obiettivo di favorire il loro reinserimento sociale”.

Manutenzione del verde e delle strade e aperture di biblioteche e musei sono alcuni dei compiti che i detenuti potranno essere chiamati a svolgere, gratuitamente, a seconda delle loro caratteristiche e predisposizioni.

Il Comune di Fermo – come ricordato dall'assessore ai Servizi Sociali Mirco Giampieri – è il secondo delle Marche a firmare questo tipo di protocollo. In questa fase sperimentale, i detenuti lavoreranno mezza giornata, la mattina. I controlli della Polizia penitenziaria ci saranno ma non saranno serrati. Ai detenuti selezionati, infatti, non manca molto per finire di scontare la pena e, si pensa, difficilmente metteranno a rischio la libertà ormai vicina tentando di scappare.

Esperienze di questo tipo non sono nuove nel carcere di Fermo. In precedenza, già due detenuti hanno partecipato a progetti del genere, uno a Porto Sant'Elpidio e uno al Ricreatorio San Carlo di Fermo. Se la fase sperimentale avrà successo, altri detenuti potranno svolgere compiti di utilità sociale in altre zone della città.

Al momento sono circa sessanta i detenuti nel carcere di Fermo, con quattro posti in regime di semilibertà. Una situazione relativamente tranquilla, se comparata ai periodi in cui i reclusi erano quasi novanta. E una situazione che consente di concentrarsi sull'aspetto riabilitativo dei detenuti. Prova ne sono i corsi di pet therapy, musica e cucina ospitati in carcere negli ultimi anni.


Francesca Pasquali

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