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Musica in oncologia a Fermo

FERMO - Il potere della musica è noto da lungo tempo, si riporta che ne parlassero già Platone e Aristotele. Ma la sua applicazione come cura è una novità recente. Da qualche tempo infatti si è rilevata l’esigenza di utilizzare anche approcci di tipo non sanitario e farmacologico alla malattia e tra questi la musica ha suscitato un crescente interesse della medicina ufficiale.

Si parla così di “music medicine” cioè di un ascolto guidato di alcuni brani musicali selezionati usato per scopi medici e di “music therapy” che consiste nell’ascolto basandosi sull’intervento attivo del musicoterapeuta e del paziente.

Alcuni studi apparsi di recente sulla rivista medico scientifica The Lancet hanno confermato l’efficacia della musica nel miglioramento generale, nella riduzione dell’ansia, nell’attenuazione del dolore post-operatorio ed hanno resi noti gli effetti (positivi) dell’ascolto e della produzione della musica in diverse patologie, come le demenze, la SLA, il Parkinson, la fibromialgia, la depressione e perfino l’autismo.
Essi hanno inoltre confermato che la musica migliora la qualità della vita anche nei pazienti oncologici, in particolare aiutando a ridurre alcuni sintomi fisici, la “fatigue” e l’ansia e concorrendo a ridurre l’uso degli analgesici.

In Italia, vari corsi di specializzazione si incentrano sulla musica e sulle sue qualità terapeutiche, ad esempio all’Università di Pavia e presso la Fondazione Edo ed Elvio Tempia di Biella, dove è attivo un biennio di Musicoterapia in oncologia e cure palliative.

E così la musica finisce per inserirsi parallelamente nei percorsi terapeutici, e laddove non esiste questa sensibilità occorre lavorarci su. Ed è un lavoro che sta facendo ANPOF da qualche mese nel reparto di oncologia dell’ospedale di Fermo.

A dicembre infatti quattro giovedì di musica dal vivo in corsia, su iniziativa di un paziente dello stesso reparto; giovedì 22 febbraio alle ore 10 saranno invece i musicisti del “Conservatorio G. B. Pergolesi” a suonare dal vivo per i pazienti, in sala attesa del reparto al quinto piano dell’ospedale Murri: Lara Perticarari (violino), Valentina Verzola (violoncello), Leonardo Saracini (flauto) e Emanuele Coppari (chitarra).

Due grandi realtà della città di Fermo unite da uno scopo benefico che vogliamo sperare sia d’esempio per abbattere quei tabù che ruotano intorno alla malattia oncologica, che invece tocca moltissime persone e famiglie, le quali oltre le cure hanno tanto bisogno di attenzioni semplici e di “normalità”. Sorrisi, ascolto, cibo sano, cure estetiche adeguate, ed ora anche la musica, è quanto ANPOF, con i suoi volontari, collaboratori e sostenitori, offre alle persone in cura in oncologia al Murri di Fermo.

Michaela Vitarelli

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Febbraio 2018 12:41

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