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Inizia a maggio la stagione espositiva del Tomav

L'artista Luca Piovaccari

MORESCO - Da maggio 2019 prende il via la nuova stagione espositiva del TOMAV - Torre di Moresco Centro Arti Visive con cinque importanti e singoli progetti che esplorano diversi ambiti e linguaggi della ricerca artistica contemporanea attraverso il lavoro di Maurizio Cesarini, Giovanni Gaggia, Angelo Iodice, Renzo Marasca e Luca Piovaccari.

La caratteristica torre eptagonale, sede del Tomav, ospita dalla fine del 2010 proposte artistiche e culturali che si presentano sui quattro piani della struttura risalente al XII secolo e ubicata nel centro storico del borgo di Moresco. Il Centro Arti Visive ideato da Andrea Giusti, direttore artistico del TOMAV, ha accolto negli anni numerosi artisti quali Tino Stefanoni, che da subito credette nel progetto e aprì le danze, Mimmo Rotella, Dadamaino, Ubaldo Bartolini, Eron, Rudy Cremonini e molti altri nomi storicizzati e non. La stagione espositiva 2019 vede la collaborazione della curatrice Milena Becci che seguirà tutta la programmazione, da maggio fino ad ottobre, in un percorso che si sviluppa seguendo l’intera verticalità della torre. Cinque quest’anno gli artisti che presenteranno progetti unici di diversa natura e concezione – Maurizio Cesarini, Giovanni Gaggia, Angelo Iodice, Renzo Marasca e Luca Piovaccari – protagonisti all’interno dello spazio espositivo con quattro mostre personali ed una performance.

TAW_TOWERARTWEEKEND è il nuovo format del TOMAV che prevede un'unica apertura, nel weekend appunto, delle mostre. Gli autori coinvolti: Luca Piovaccari, che apre la stagione espositiva l’11 e il 12 maggio con Nulla che non sia ovunque, e Angelo Iodice, con Del tempo e degli specchi, che la chiude il 26 e 27 ottobre. Una sorta di flash show in cui, oltre alla visione delle opere in mostra, sarà possibile godere della presenza dell’artista che parlerà al e con il pubblico della propria ricerca. Due generazioni a confronto in TAW con due fotografi, sofisticati e mentali, che si esprimono attraverso metodologie differenti e spesso contrastanti tra loro: l’uno, Piovaccari, su acetati trasparenti e con toni monocromi, l’altro, Iodice, che blocca combinazioni cromatiche con l’utilizzo della sua fotocamera. Centrali nella programmazione del TOMAV e di normale durata le personali di Renzo Marasca, Tenere il punto, dal 22 giugno al 21 luglio, e di Giovanni Gaggia, Ch’arsi di foco, dal 28 luglio all’8 settembre. Il 25 maggio, per il secondo appuntamento del TOMAV, l’unica performance del 2019 che verrà realizzata all’interno del Teatro di Santa Sofia a Moresco: Le stade du miroir di Maurizio Cesarini. Sin dagli anni ’70 l’artista declina con intelligenza e sensibilità una tematica che attraversa completamente il suo lavoro, dalle prime performance ai video: l’io e il suo doppio. Una programmazione ricca e variegata quella del 2019 che si inserisce in un contesto lontano dai circuiti convenzionali dell’arte, unicamente dedita alla valorizzazione della ricerca contemporanea, con uno sguardo verso il passato che ci ha lasciato bellezze e prosperità da tutelare.

Tel. 0734.259983 – 351.5199570 - www.comune.moresco.fm.it

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Facebook: www.facebook.com/TorreMorescoCentroArtiVisive/

Instagram: www.instagram.com/torre_moresco/

Il primo evento

Sabato 11 maggio prende il via la nuova stagione espositiva del TOMAV - Torre di Moresco Centro Arti Visive con “Nulla che non sia ovunque”, personale di Luca Piovaccari a cura di Milena Becci. Si tratta di una sorta di flash show in cui, oltre alla visione delle opere, sarà possibile godere della presenza dell’artista che parlerà al e con il pubblico della propria ricerca, costituendo un valore aggiunto fondamentale nella costruzione di una relazione diretta tra i visitatori e l’arte contemporanea. Luca Piovaccari rintraccia l’eccezionale ed eroico vivere quotidiano nel mito delle cose di tutti giorni inseguendo la poetica dell’insignificante nello sguardo che si posa su ciò che ci sta intorno, dal pezzo di terra al ciuffo d’erba che cresce nell’asfalto. “Nulla che non si possa trovare ovunque - scrive Piovaccari - ma anche l’attenzione verso i margini che possono diventare un cosmo”. “Nulla che non sia ovunque” inaugura sabato 11 maggio alle ore 18 e sarà visitabile anche domenica 12 maggio dalle ore 18 alle ore 20.

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