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Micam, il punto della Cna prima della partenza

Gianluca Mecozzi e Paolo Silenzi

FERMO - “Sono giorni intensi per le aziende del distretto che si stanno preparando alla fiera milanese. Si va a Milano consapevoli che la situazione, rispetto a sei mesi fa, non è cambiata affatto. Le sanzioni verso la Russia sono state rinnovate, niente di nuovo sotto il sole per quanto riguarda la tutela del made in Italy. Senza dubbio il riscontro in fiera ce l’avranno quelle aziende che hanno puntato sul pronto moda, come chiedono i buyer ormai da diverse stagioni. Per farlo bisogna organizzarsi in modo da avere magazzini, fornitori e una filiera flessibili, oltre che saper gestire i picchi di lavoro”. Così alla vigilia della partenza per la fiera più importante del settore Gianluca Mecozzi, presidente provinciale di Cna Federmoda, che rileva ancora una volta la mancanza di segnali positivi, soprattutto dal punto di vista politico.

A questo proposito il presidente provinciale Cna Paolo Silenzi auspica che i tavoli attivati sul territorio possano rivelarsi utili ad un’inversione di marcia: “Tutela del made in Italy, investimenti in formazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, credito alle pmi: sono temi su cui battiamo da tempo e come Cna siamo fiduciosi che i tavoli di discussione partiti sia in Provincia, per il tessuto economico in generale, che a Montegranaro per lo specifico ambito calzaturiero, possano far parlare il distretto con una voce sola, ma più forte. E’ un aspetto determinante per il futuro della nostra manifattura”.

I dati del Centro Studi Sistema di Cna Marche rilevano che nelle province di Fermo e Macerata il 2016 ha visto diminuire di oltre 500 imprese il tessuto dell’imprenditoria artigiana (42 aziende al mese hanno chiuso senza essere sostituite): la perdita maggiore è stata quella di Fermo, con il 4,2% di imprese artigiane attive in meno rispetto al 2015, superiore alla media regionale (-2,3%). Nel Fermano sono state 288 le imprese perse rispetto al 2015, di cui 95 quelle del settore manifatturiero, nello specifico articoli in pelle, quindi calzature e pelletterie.

“A dare un'ulteriore spallata ci ha pensato il terremoto – aggiunge Mecozzi – che ha messo in difficoltà i terzisti che si trovano nel cratere, spaventato i clienti e fatto calare a picco le presenze negli outlet, per non parlare della ricettività messa in stand by. Il momento è decisamente difficile, ma si continua a fare il possibile e a lavorare puntando su qualità e professionalità”.

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