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Il Fermano e la terza corsia dell’A14: un matrimonio che (non) s’ha da fare?

FERMANO - Una delle ultime notizie in merito all’ampliamento dell’A14 risale allo scorso dicembre, quando la mozione del capogruppo in Consiglio regionale Fabio Urbinati era stato approvato dalla Giunta di Palazzo Raffaello. L’impegno era quello di «attivarsi nel più breve tempo possibile con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con la Società Autostrade per l’Italia». La terza corsia dovrebbe nelle intenzioni protrarsi fino a San Benedetto del Tronto. Quello dell’ampliamento dell’A14 è una delle più annose questioni che attanagliano il Fermano, insieme alla Cenerentola delle intervallive: la Mare-Monti.

“L’argomento noi l’abbiamo sottoposto sempre ai vari Governi. Lo ribadiremo, tra l’altro, con l’istanza dell’area di crisi complessa, perché in merito all’A14 è stata persa una grande occasione negli anni passati. Cercheremo di afferrarla stavolta” afferma Fabrizio Cesetti, assessore regionale al Bilancio.

Credo che in prima istanza ci debba essere la prosecuzione fino a Pedaso e auspico che intanto si possa partire con questo tratto. Inoltre c’è il problema delle gallerie che va risolto” continua.

Avete intenzione di spingere anche sulle opere compensative, come l’adeguamento della Lungotenna, da Porto Sant’Elpidio a Campiglione? “È evidente che la realizzazione della terza corsia ci avrebbe consentito, ci consentirebbe di poter usufruire delle cosiddette opere compensative o di adduzione e tra queste c’è quel tratto”.

Qualche anno fa, nel 2016, il Sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira manifestò il timore che la città potesse restare isolata a causa di opere come questa, spostando il baricentro nell’alto Tenna. “Non credo, lo vediamo dai flussi di traffico. Loira è una persona ragionevole, secondo me comprende come questa sia un’occasione anche per la sua città. Alcuni ora escono a Porto Sant’Elpidio per non fare il tratto a due corsie nella zona di Porto San Giorgio. Si era parlato in passato anche di un’opera compensativa per Porto San Giorgio, riguardante la Valdete, grazie a cui sarebbe stato bypassato Salvano, a dimostrazione di un vantaggio anche per questo territorio. Inoltre, c’era in ballo l’inversione del casello. Chiaramente la città dovrà essere ricompensata per un eventuale impatto, contenuto nei limiti dell’indispensabile”.

Per ciò che riguarda la seconda tratta da Servigliano ad Amandola? “Secondo me non è pensabile realizzare tutta la Mare-Monti, anche se la speranza c’è”. Contate in un’apertura di Austrade? “Speriamo. Quando ero presidente della provincia di Fermo, dissero che i flussi di traffico non giustificavano l’investimento, ma c’era già la crisi. Purtroppo abbiamo perso il treno nel momento giusto, ma porteremo davanti a loro occhi anche quello che è successo a Grottammare, con l’incendio della galleria. Proveremo a riprendere il treno”.

Intanto Confindustria Fermo, attraverso le parole del suo presidente Giuseppe Tosi, fa sapere che sono diversi gli imprenditori ad aver delocalizzato anche per la viabilità. “Questo è il risultato se manca l’arteria” dice. “Chi non delocalizza poi, ha almeno uno showroom, un ufficio a Milano per incontrare i clienti stranieri. Nella peggiore delle situazioni, affittano una stanza d’albergo. Non c’è un aeroporto con molti voli, i treni non fermano, le strade non ci sono”.

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