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Erba alta e frane: quale futuro per il ruzzodromo?

FERMO - C’è un piccolo polmone verde a Fermo, che non tutti conoscono. E’ il parco pedonale di Molini Girola, meglio conosciuto come ruzzodromo. Un posto che non ti aspetti, tra la zona industriale e il fiume Tenna, che, a seconda delle stagioni, regala scenari diversi e suggestivi. Un piccolo paradiso a due passi dalle fabbriche, inaugurato nel 2010 per volontà dell’Amministrazione Di Ruscio (circa 500 mila euro il costo), che avrebbe voluto farne un impianto sportivo per il gioco della ruzzola (il lancio delle forme di formaggio).

Qualcosa, però, è andato storto. Della società che avrebbe dovuto prendere in gestione il parco non vi è stata traccia. Come non si sono mai visti il bar, gli spogliatoi, i servizi sanitari, i giochi e l’illuminazione che avrebbero dovuto arricchire l’impianto e renderlo accessibile anche di notte.

Ma i fermani non si sono lasciati scoraggiare e tutt’oggi frequentano il ruzzodromo con assiduità: c’è chi ci va a correre, chi ci porta a spasso il cane e chi lo sceglie per una passeggiata. Gli appassionati di motocross qualche volte usano le rampe presenti per fare qualche salto, mentre i ragazzi di Filippide del Fermano ci si allenano d’estate.

In questo periodo, però, il ruzzodromo non se la passa molto bene: con le piogge di qualche settimana fa, un tratto della scarpata che dà sul fiume è venuto giù, costringendo il Comune a recintare l’area, mentre la crescita dell’erba tutt’intorno è ormai fuori controllo. Sarebbe a questo punto opportuno fare una riflessione sull’uso e sulla gestione di un’area finora poco valorizzata, in una città storicamente carente di parchi pubblici.


Francesca Pasquali

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