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Covid Hospital di Civitanova, Pintucci della Cgil: "Sanitari poco coinvolti nelle decisioni organizzative"

CIVITANOVA MARCHE - La Fp Cgil, attraverso le parole del suo segretario generale Matteo Pintucci, parla di un parallelismo tra il Covid Center di Civitanova ed il Covid Center di Milano. “In entrambi i casi, c’è stata la regia di Bertolaso e dell’Ordine di Malta dietro, scelto sostanzialmente per bypassare procedure che dovrebbero essere messe in campo in certi casi, come il codice appalti. L’emergenza non può essere un motivo per dimenticarsi che ci sono contratti nazionali. Lo dico perché molti, in questa fase, parlano di “sburocratizzazione e liberalizzazione”.

Il 3 giugno Pintucci aveva fatto una verifica su Camerino, da dove dovevano arrivare nuovi pazienti: “Alcuni sono stati dimessi, un altro è stato spostato a Malattie Infettive a Macerata”.

Potrebbe servire in caso di nuovo focolaio, anche perché quella struttura non avrà vita extra emergenziale, ci ha detto il Presidente (Luca Ceriscioli n.d.r.)” ha continuato.

Quindi i macchinari per la terapia intensiva, i letti che sono dentro, poi che fine faranno? “Questa è una delle incognite, non so cosa si farà di questi 84 posti letto quando avremo la certezza di essere fuori dall’emergenza. Ho solo sentito che sembra ci sia la volontà di utilizzare ciò che c’è, perché comunque un posto in terapia intensiva non è una funzionalità legata solo al Covid-19”.

I sanitari hanno lamentato di non essere stati coinvolti nelle strategie organizzative del lavoro, a cosa si riferivano? “Avevano chiesto un maggior coinvolgimento in termini di confronto, condivisione, mentre la scelta della Regione Marche è caduta in testa un po’ a tutti, Asur compresa. Quando sono stati riconvertiti gli ospedali di Camerino e Civitanova Marche, eravamo in piena emergenza ed era difficile mettersi seduti a un tavolo di confronto, mentre, in questo caso c’era fisiologicamente più tempo, per condividere, parlare”.

Questo anche perché avrebbe creato problemi spostare personale, in particolare dall’Area Vasta 3, a cui fanno capo Macerata, Camerino e la stessa Civitanova Marche. “Sì, sarebbero servite circa 16 figure, 11 in campo dirigenziale, quindi un terzo del personale. Sarebbe stato un problema serio. In totale, sarebbero stati impiegati circa 95-96 persone tra medici e infermieri”.

Attraverso voi, diversi sanitari hanno parlato di scelte arbitrarie, assunte a scapito di pazienti e curanti. Ovvero? “Molti medici si sono rifiutati di far spostare chi stava uscendo dal coma, dalla terapia intensiva, per questioni di sicurezza sanitaria e, spesso, anche i familiari non hanno dato l’ok. I medici hanno creduto fosse rischioso far spostare, anche di molti km, una persona che stava migliorando progressivamente. Anche per questo al Covid Center si sono ritrovati con numeri così bassi. Altro discorso è se ci sarà un nuovo focolaio e ci sarà un punto di riferimento sin da subito per la malattia, permettendo agli altri ospedali di continuare con le attività ordinarie”.

Silvia Ilari

Ultima modifica il Martedì, 23 Giugno 2020 13:33

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