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Etichetta d'origine su latte fa chiarezza su 170mila quintali di formaggi prodotti nelle Marche

MARCHE - L’obbligo dell’etichetta d’origine metterà finalmente in trasparenza i circa 170mila quintali di formaggi prodotti nelle Marche. A sottolinearlo è la Coldiretti regionale dopo l’invio a Bruxelles dello schema di decreto che consentirà di indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini.

Una buona notizia per il 15 per cento di cittadini marchigiani che, secondo Istat, mangiano formaggi tutti i giorni, ma anche per gli allevatori a cui oggi arrivano compensi oscillanti tra i 30 e i 40 centesimi, spesso al di sotto dei costi di produzione, e che ora potranno veder meglio valorizzato il proprio lavoro. Il decreto in particolare prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l’origine della materia prima in etichetta con le seguenti diciture: a) “paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte”; b) “paese di confezionamento: nome del paese in cui il prodotto è stato confezionato”;c) “paese di trasformazione: nome del paese nel quale è stato trasformato il latte”.

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “Origine del Latte: Italia”. In ogni caso sarà obbligatorio indicare espressamente il paese di mungitura del latte. Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più paesi, diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: origine del latte: paesi UE; origine del latte: paesi NON UE; origine del latte: paesi UE E NON UE. Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.

“Questo risultato arriva a undici anni esatti dall’introduzione dell’obbligo di indicare l’origine per il latte fresco fortemente voluto dalla Coldiretti anche per sostenere i consumi di un alimento fondamentale nella dieta dei marchigiani – commenta il presidente della Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -. Una battaglia che ci ha visto in prima fila, anche con il sostegno della Regione Marche, visto che il presidente Luca Ceriscioli è stato tra i primi a firmare il nostro documento per l'etichettatura obbligatoria di latte e formaggi".

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