Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi, contenuti personalizzati e pubblicità.

Tra cielo e terra: “Madonnine “ e “Sampietrini” della zecca fermana

FERMANO - La precaria situazione economico-finanziaria di fine ‘700 e la spinta riformista dell’illuminismo lasciavano presagire nei domini della Chiesa ormai ridotti alle sole Marche, Umbria e Lazio, la imminente occupazione militare da parte dell’armata francese. Gli economisti ecclesiastici, nel tentativo di sollevare le condizioni popolari delle tre regioni, promossero una politica monetaria nuova, atta ad aumentare la circolazione monetaria e quindi la fiducia nel futuro, per un incremento virtuoso delle attività sociali e produttive che potesse scongiurare il fallimento dello Stato Ecclesiastico. Verso la fine del pontificato di Pio VI in molte zecche vennero coniate due nuove monete da cinque baiocchi e da due baiocchi e mezzo che il popolo subito battezzò “Madonnine” e “Sanpietrini” per le figure incise, spesso poco rifinite ai bordi per la fretta del conio. La produzione delle due monete iniziò nel 1796 ed alcuni esemplari risultano privi di data in quanto coniati ancora nel 1799, dopo la Repubblica Romana.

Nelle Marche furono attive (ed alcune riaperte a tale scopo) diverse zecche per la coniazione delle due monete: Ancona, Fano, San Severino Marche, Fermo, Macerata, Montalto, Ascoli Piceno, Pergola e Matelica. Il tentativo lodevole di dare slancio all’economia, all’agricoltura ed al commercio dello Stato Pontificio ebbe però scarso successo, così come la fortuna delle due nuove monete, soprattutto a causa dell’invasione francese e della creazione di governi provvisori rivoluzionari che tentavano, con poca efficacia, di ricostruire un nuovo ordine sociale come in Francia. La zecca fermana ne coniò anch’essa, con la sigla “A.P.” dell’incisore Andronico Perpenti per le “madonnine” e la “S” di Camillo Scarpetti per i “sampietrini”.

La “madonnina” presenta una raffinata figurina della Vergine molto curata con un velo di elegante fattura che ricorda le morbide sciarpe delle donne marchigiane dell’epoca. San Pietro ha lineamenti duri, con zigomi robusti e folta barba, rappresenta l’esempio di un uomo dell’età classica dedito ai campi e alle fatiche; l’Apostolo tiene in mano le due chiavi, simbolo del potere spirituale concessogli da Gesù Cristo. Per le Marche, l’autorizzazione pontificia a coniare le due monete in diverse zecche fu senza dubbio un grande privilegio ed un premio per la fedeltà alla Santa Sede dei marchigiani, ma anche un tentativo di alleviare una profonda crisi economica che dalle nostre parti, dedite alla pesca, all’agricoltura ed al piccolo commercio, era evidentemente molto sofferta.

Le due monete hanno oggi un vero valore storico e religioso e rappresentano per i marchigiani un vincolo di fede ed un profondo legame fra cielo e terra.

Elio Concetti

a cura di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Devi effettuare il login per inviare commenti

Eventi Oggi

  • Feste popolari
    Slow food

    rassegna di birre artigianali


    Loreto
    25 Aug 2019
  • Feste popolari
    Rassegna della Birra Artigianale
    Loreto
    25 Aug 2019
  • Altri eventi
    Ventimilarighesottoimari in giallo

    Senigallia si tinge di giallo


    Senigallia
    dal 18/08/2019 al 26/08/2019
  • Teatro e Danza
    Festival del dialetto di Varano

    45^ edizione


    Ancona
    dal 22/08/2019 al 01/09/2019
  • Feste popolari
    Festa della quercia

    tutto pronto per la 32^ edizione


    Castelbellino
    dal 22/08/2019 al 26/08/2019
  • Mostre mercato
    L'Antico e le Palme

    Torna il Gran Mercato dell'Antico presso l'Isola pedonale di San Benedetto del Tronto


    San benedetto del tronto
    dal 23/08/2019 al 25/08/2019

Annunci

Vai all'inizio della pagina