MORESCO - Che forma ha il respiro? È possibile trattenere ciò che, per natura, è destinato a disperdersi? Conservare il vento, archiviare una nuvola? Da questa impossibile sfida prende vita Pneumofonìe, la mostra personale di Theo Gallino, artista tra le voci più originali della ricerca italiana contemporanea, capace da oltre quarant'anni di interrogare il rapporto tra materia e trasformazione, permanenza e dissoluzione.
Nella suggestiva torre eptagonale del TOMAV di Moresco, il visitatore è chiamato ad attraversare un paesaggio di tracce e di resistenze. Non una semplice esposizione, ma un'esperienza immersiva in cui ogni materiale racconta una diversa strategia di sopravvivenza del fragile. Terracotta, ferro, polvere di mattone, carte artigianali, sabbia vulcanica siciliana, resine trasparenti sono tutti elementi eterogenei che Gallino ricompone in dispositivi su cui si depositano le impronte del tarassaco e del pluriball, due presenze solo apparentemente inconciliabili. Da una parte il polline, emblema di ciò che vive soltanto disperdendosi; dall'altra la plastica industriale nata per proteggere, trattenere, custodire l'aria stessa.
L'artista mette in scena una tensione che appartiene profondamente al nostro tempo: il desiderio ostinato di preservare ciò che inevitabilmente sfugge. Le sue opere non celebrano la solidità delle cose, ma ne registrano l'instabilità. Intercettano il momento esatto in cui qualcosa cambia stato, si consuma, rischia di scomparire.
L'allestimento guida il pubblico in una progressiva ascesa: dalla gravità tellurica delle opere in terracotta e ferro alla leggerezza sospesa delle carte, in un percorso che alleggerisce la materia senza mai sottrarla alla sua densità emotiva.
A completare il percorso espositivo interviene il progetto sonoro inedito di Paolo Principi, fisarmonicista, compositore e sound designer attivo anche nel panorama internazionale della tecnologia musicale. Il respiro del mantice, amplificato e trasformato dall'elettronica, si fa eco della ricerca di Gallino: inspirare, trattenere, lasciare andare, dare forma all'impalpabile sapendo che, subito dopo, tornerà a svanire (Barbara Caterbetti).
L’esposizione è visitabile al Tomav, Torre Moresco Centro Arti Visive, fino al 13 settembre, sabato e domenica dalle ore 18 alle 20. La direzione artistica è di Andrea Giusti.
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