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Con l'esperienza ad Abor, in Africa, si conclude la seconda edizione di "Marameo"

Marco Renzi

GHANA - Si è conclusa dall'altra parte del mondo, ad Abor, nel Volta Regione del Ghana, la seconda edizione di MARAMEO, il festival interregionale ed internazionale del teatro per ragazzi che ha visto insieme tre Regioni: Abruzzo, Lazio e Marche e nella sola Regione Marche, tre Province e ben sei Comuni: Osimo, Civitanova Marche, Montegranaro, Montegiorgio, Fermo e Porto San Giorgio, con il partenariato di altri due festival quali “Veregra Street” e “Clown e Clown”.

Come annunciato, la parte finale del festival, denominata TEATRI SENZA FRONTIERE, è stata dedicata al tema della solidarietà e anche quest'anno lo spirito del festival è stato portato fin nelle più remote e rurali zone in terra africana, quello spirito che vuole che ogni bambino di questo nostro mondo abbia diritto non solo al cibo ma anche all'affetto, all'istruzione e a quella cosa meravigliosa che chiamiamo infanzia, a qualunque latitudine sia nato, qualunque sia il colore della sua pelle e la fede religiosa e politica della sua famiglia. TEATRI SENZA FRONTIERE questo fa oramai da nove anni, portare il calore e l'entusiasmo di uno spettacolo teatrale anche dove non ci sono condizioni che permettano questa esperienza. Nel corso delle due settimane un gruppo di attori professionisti italiani provenienti da diverse compagnie: Proscenio Teatro (Fermo), Teatro Bertolt Brecht (Formia) e Granteatrino (Bari), hanno aperto una scuola di teatro nella missione “In My Fathers's House” di Abor, splendida realtà comboniana che sta dando futuro a centinaia e centinaia di bambini che diversamente non lo avrebbero, con loro abbiamo allestito uno spettacolo che racconta la famosa storia del DILUVIO e lo abbiamo rappresentato in pubblico, parallelamente il gruppo di “Teatri Senza Frontiere” ha effettuato dieci rappresentazioni in scuole e villaggi di Abor e del Volta Region, arrivando anche in località dove non ci sono strade e occorrono ore di cammino nella foresta. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla grande disponibilità di Padre Giuseppe Rabbiosi (Padre Joe) che ha messo a disposizione uomini e mezzi affinché si potesse realizzare il programma che era stato concordato.

“Abbiamo incontrato migliaia di bambini, - spiega Marco Renzi di Proscenio Teatro - visto le loro povere capanne fatte di terra, le loro aule spesso all'aperto, con solo un tetto di paglia e banchi barcollanti, abbiamo visto anche i loro occhi, pronti ad accoglierci, i loro sorrisi eterni, la grande voglia di vivere che arriva come un'onda e che ci ha travolti. Abbiamo dato quello avevamo: le nostre storie, il nostro mestiere, la capacità di meravigliare e far sognare, abbiamo ricevuto una lezione di vita, un abbraccio enorme che ci resterà per sempre addosso e che porteremo con noi nel cammino della vita”.

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