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Riscoprendo le nostre radici. Al via il progetto "Hortum Colere": laboratori per bambini e sette orti sociali

Immagine di archivio

AMANDOLA E MONTEFORTINO - “Anche se le vicissitudini della vita ci hanno portati lontano dalla nostra terra di origine, le nostre radici contadine sono state più forti e ci hanno ricondotti qui”. E' piena di entusiasmo Roberta Stortoni, vice presidente della cooperativa Eureka, nel parlarci del progetto “Hortum Colere – Coltiviamo il nostro territorio”. Un progetto partito da lontano, da un bando della Fondazione Carisap a cui Eureka (capofila) e altre realtà associative della zona montana hanno partecipato, ottenendo un finanziamento.

Hortum Colere, parliamo di orti e di ritorno alla terra, dunque. “Sì. Parliamo di un progetto della durata di due anni, che interessa i comuni di Amandola e Montefortino, con l'obiettivo di far riscoprire il valore del territorio in cui viviamo. Per questo saranno coinvolti sia gli alunni delle scuole elementari e medie, che parteciperanno a diverse attività didattiche, sia gli adulti che, con gli orti sociali, potranno imparare un nuovo mestiere”.

Partiamo dalle scuole. “In questi giorni stiamo realizzando alcuni laboratori didattici per i bambini delle quarte e quinte elementari e per i ragazzi delle medie. In tutto saranno coinvolti circa cento alunni che, dopo tre giornate 'lavorative' a scuola, potranno vendere i prodotti da loro realizzati e devolvere i proventi alla Caritas. Con le vacanze estive i laboratori si fermeranno, per poi riprendere in forma più strutturata a settembre, con visite agli orti sociali che stiamo realizzando ad Amandola e ad una fattoria didattica dove i bambini potranno acquisire nozioni teoriche e cimentarsi in laboratori di cucina e artigianato, seguendo il ciclo biologico della natura”.

La parte principale del progetto resta però quella relativa agli orti sociali. “Abbiamo individuato un terreno a Pian di Contro, una frazione di Amandola, e adesso lo stiamo preparando per la coltivazione. Saranno realizzati sette appezzamenti destinati agli orti sociali, uno spazio verde fruibile da tutti e un orto didattico per le scuole. Gli orti sociali saranno assegnati in base alle richieste che arriveranno e tenendo conto delle condizioni economiche e sociali dei richiedenti. Comunque, cercheremo di favorire le persone disagiate e i giovani che vogliono imparare l'arte dell'orticoltura. A breve saranno assegnati gli appezzamenti, dopodiché inizieranno le coltivazioni e, se tutto andrà bene, con l'autunno ci saranno i primi raccolti. Come nei laboratori per i bambini, anche per gli orti sociali ci avvarremo del prezioso contributo di alcuni tutor anziani”.

Perché questo ritorno alla terra? “Perché crea positività e, in periodo economicamente complesso come quello che stiamo vivendo, ce n'è un gran bisogno. Riteniamo che quello agricolo sia un settore che possa essere rivisitato in chiave moderna e che possa offrire ai giovani un'opportunità di lavoro senza costringerli a lasciare il territorio da cui provengono. Ai bambini vogliamo insegnare il rispetto per la biodiversità, l'importanza di concetti come chilometro zero, dieta mediterranea e prodotti tipici locali. Ai destinatari degli orti sociali vogliamo dare la possibilità di imparare un mestiere. Insomma, ci piacerebbe creare qualcosa che incida positivamente sull'economia e sull'emotività delle persone”.

Francesca Pasquali

www.hortumcolere.it

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Vitali - Novembre 2019

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