Nuovo depuratore a Montappone, Cesetti: "Si fermi un’opera pericolosa e inadeguata, l’intero paese ha detto no all’unanimità"

MONTAPPONE – «Il no al nuovo depuratore di Montappone, in Contrada Spazzi, non è più solo la battaglia di comitati o di una parte politica, ma di un’intera comunità e delle sue istituzioni. Martedì in aula ribadirò alla Giunta regionale la necessità di un intervento immediato per fermare l'opera».

Così il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, annuncia l’imminente discussione in Consiglio regionale dell’atto ispettivo da lui presentato sulla controversa realizzazione del nuovo impianto di depurazione a Montappone. Un passaggio consiliare che arriva dopo la svolta amministrativa registrata a luglio nel Comune fermano, dove il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una delibera che esprime formale contrarietà alla localizzazione dell’impianto nel sito individuato.

«L'atto approvato dal Consiglio comunale di Montappone – prosegue Cesetti – mette nero su bianco criticità gravissime che confermano punto per punto quanto ho denunciato. Parliamo di un’opera prevista al confine tra zone a rischio idrogeologico R2 ed R4, con fragilità del versante evidenziate anche dalla relazione del geologo Rossi e dalle prescrizioni del Genio Civile. A questo si aggiungono la palese inadeguatezza delle risorse previste per la realizzazione dello scarico del costruendo depuratore e l’assurda vicinanza a luoghi sensibili come le scuole, gli impianti sportivi e le abitazioni. Lo stesso presidente dell’AATO 4 Marche Centro Sud e sindaco di Francavilla d’Ete, Nicolino Carolini, dopo un incontro avvenuto lo scorso 13 ottobre a Montappone, ha invitato la società Tennacola a porre in essere ulteriori approfondimenti, al fine di garantire la realizzazione dell’intervento in totale sicurezza».

«Dopo questa presa di posizione - conclude Cesetti - la già citata delibera del consiglio comunale di Montappone che impegna il sindaco a chiedere la rivalutazione del sito e l’apertura di un tavolo con la stessa AATO 4 e Tennacola, la Regione non può restare a guardare e deve adottare le iniziative di propria competenza per favorire questo percorso. Anche perché la tutela dell'assetto idrogeologico del territorio rappresenta un interesse pubblico primario, che rientra tra le sue competenze dirette. Di conseguenza, martedì pretenderemo risposte chiare: si fermino i lavori e si individui una collocazione alternativa idonea, sicura e rispettosa del territorio».

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