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I nuovi poveri: la storia di Sofia

FERMANO - I giovani e il lavoro sono stati uno dei punti principali toccati dal capo dello Stato durante il suo discorso di fine anno. Mattarella ha parlato di una dignità legata alla professione, sottolineando la necessità di assicurare ai giovani la possibilità di essere protagonisti della vita sociale, affinché quella di andare all'estero sia una scelta e non una scelta obbligata.

Come evidenziato dal rapporto 2016 stilato dalla Caritas, infatti, i giovani sono tra quelli che vengono chiamati “i nuovi poveri”, soprattutto a causa della mancanza di un impiego. Se a questo si aggiungono difficoltà ulteriori, ecco che il quadro si fa ancora più intricato. Come nel caso di Sofia (il nome è di fantasia), trentenne proveniente da uno dei Comuni in cui “Corriere News” viene diffuso.

Da quanto tempo non lavori più o meno stabilmente? “Ho ottenuto una borsa work experience nel 2014, lavorando per sei mesi (attualmente è impegnata solo per 9 ore la settimana n.d.r). Questo comporta dover dipendere economicamente da alcuni familiari, che non sono i miei genitori”.

Sofia non è automunita, fattore che si rivela un limite durante la ricerca di un lavoro. “I miei familiari mi aiutano con cibo e bollette, al resto ci penso io”, dice.

Come sei riuscita ad andare avanti? “Mi arrangio svolgendo ripetizioni a 5 euro l'ora, per i ragazzi di elementari e medie”.

Quali materie? “Elementari tutte, per le medie inglese, francese e lettere”.

Che lavoro ti piacerebbe fare? “L'impiegata, ho un diploma da ragioniera e un po' di esperienza”.

In base alla tua esperienza, cosa pensi ti abbia limitato nel trovare un lavoro stabile, oltre alla mancanza di un'auto? “Non avere conoscenze”.

Ti sei rivolta ai servizi sociali del tuo Comune? Quali riscontri hai avuto? “Sì, ma non ho trovato, in realtà, delle vere risposte. Mi hanno detto che i miei genitori hanno l'obbligo di mantenermi. Mi hanno concesso una borsa lavoro e un sostegno per disabili per pochi euro al mese, lavoro 9 ore alla settimana”.

Sofia mi confida di che cifra si tratta, chiedendomi di non pubblicarla, mostrando pudore e dignità allo stesso tempo, come per ringraziare di quel “poco”, ma con la consapevolezza di aver bisogno di qualcosa di più per costruirsi un futuro. Usufruisce della legge 68/99 rivolta alle categorie protette.

Chiunque volesse mettersi in contatto con Sofia, unicamente per scopi lavorativi, può farlo scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. mettendo come oggetto dell'email “Sofia”.


Silvia Ilari

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