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Pescara Capodacqua in ripresa, Foce in sofferenza: ecco cosa beviamo

FERMANO - La combo terremoto / crisi idrica continua a condizionare l'approvvigionamento nelle province di Ascoli Piceno e Fermo, anche se il 2021 sta facendo registrare numeri parzialmente in controtendenza rispetto agli anni precedenti. Giovanni Celani, direttore generale del Ciip, fa il punto di una situazione sotto costante monitoraggio. “Con il terremoto c'è stato un vero e proprio sconquassamento e se a questo uniamo anche una crisi idrica provocata da 4 anni praticamente senza neve sui rilievi il risultato qual è stato? A fronte delle nostre 2 sorgenti principali, cioè Pescara Capodacqua con 600 litri secondo e Foce con altri 600, siamo arrivati alla prima che ce ne fa prenderne solamente 80 e la seconda appena 120”.

Tutto questo cosa ha comportato? “Come Ciip siamo stati lungimiranti, creando degli impianti di soccorso: per la zona di Porto San Giorgio e Fermo l'acqua viene potabilizzata da pozzi del fiume Tenna, a San Benedetto del Tronto dal Fosso dei Galli, mentre ad Ascoli Piceno abbiamo pozzi profondi con acqua molto più dura e con presenza di calcare e calcio tre volte superiore. Questo, è innegabile, ci ha creato un po' di difficoltà, ma siamo riusciti ad andare avanti. Poi l'inverno scorso c'è stato un minimo di ribaltamento, con un po' di neve sui Sibillini. L'Università di Camerino, a cui ci appoggiamo, ha realizzato uno studio su questo.” E la situazione attuale quale è? “La sorgente Pescara Capodacqua ha avuto un trend molto positivo e sta reggendo tutto il sistema idrico: non è tornata alla situazione pre terremoto, ma riesce a darci comunque 450 litri secondo.”

Mentre quella di Foce? “Ha un trend completamente diverso e attualmente ce ne dà soltanto 120. Ma stiamo andando avanti con queste 2 sorgenti. Da tutti gli impianti di soccorso anche se attivi - che non possiamo accedere e spegnere a nostro piacimento - ne prendiamo pochissima. A Fermo ci sono alcune zone di Porto San Giorgio dove l'acqua è miscelata ma l'80% delle utenze prende acqua da Foce e Pescara Capodacqua, essendo sistemi interconnessi.”

Prospettive per la seconda parte dell'estate? “Puntiamo ad andare avanti così almeno fino alla prima settimana di agosto. Abbiamo anche 2 pozzi a Pescara Capodacqua non ancora attivati, una nuova sorgente idrica trovata lo scorso anno di circa 60-70 litri secondo. Rispetto a quanto subito lo scorso anno, oggi è come giocare a carte, avere il tris in mano ed essere serviti. Ma siamo ancora comunque in emergenza idrica, non dobbiamo dimenticarlo, e questo ci permette particolari facilitazioni: sia a Capodacqua Pescara che a Foce la Protezione Civile ci ha autorizzato a non ridare il minimo reflusso vitale al fiume Tronto e al fiume Tenna. Confidiamo però che la pioggia ci permetta di andare incontro alle esigenze soprattutto della costa, da San Benedetto del Tronto a Fermo.”

C'è però un nodo mai sciolto: quello di un utilizzo sbagliato di questa fondamentale risorsa. “Noi ci accorgiamo che la maggior parte dei consumi per orti e terre avviene dalle 19 alle 21 di sera e dalle 5 alle 7 del mattino. Purtroppo abbiamo ben poco da fare, non siamo organo di polizia giudiziaria, facciamo sì avvisi e comunicazioni ai Comuni, ci raccomandiamo a loro per un controllo del territorio ma comprendiamo quanto sia difficile. Di certo, una maggiore attenzione la consigliamo a tutti.”

Altra problematica è quella della qualità dell'acqua. “A me dispiace sentire gli utenti ascolani e fermani lamentarsi della qualità dell'acqua, quando quella dei Sibillini da studi fatti era la terza in Italia. Ma quando non c'è occorre non sprecarla, in casa e fuori. Aggiungo anche la questione dell'acqua acquistata nei supermercati: da uno studio fatto, tolte quelle 2-3 acque con qualità mediche, il resto sono tutte inferiori a quella che diamo noi dal rubinetto, anche se acqua di soccorso. C'è poi anche il costo, mediamente di almeno 0,20 per un litro e mezzo, mentre la nostra costa 1,2 euro al metro cubo, quindi con una differenza enorme.”

Andrea Braconi

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