L'impegno per il recupero della vecchia ferrovia per un percorso ciclo-pedonale. Italia Nostra e quella Mare-Monti alternativa

FERMANO - Il fermano Lorenzo Trentuno è uno dei soci della sezione provinciale "Valeriano Vallerani" di Italia Nostra ma è soprattutto autore di una tesi in architettura sulla stazione di Fermo Santa Lucia. Un progetto di grande interesse, diviso in due parti. “Una è la pista ciclabile tra Porto San Giorgio e la stazione dove adesso c'è la sede della contrada Molini. L'altra è un approfondimento sull'area della stazione di Fermo Santa Lucia, sul deposito dei locomotori, sulla direzione e sulla vecchia rimessa dei filobus”.

Una breve introduzione, la sua, prima di toccare il punto centrale della nostra inchiesta: il recupero di un'asse fondamentale, come rimarcato dal presidente Gioacchino Fasino, per creare quel percorso di mobilità dolce (quindi anche ciclabile) da Porto San Giorgio ad Amandola che vada a congiungersi attraverso i Sibillini con il vecchio tracciato della ferrovia dismessa Spoleto-Norcia, oggi quasi interamente recuperato. Riflessioni, quelle di Fasino, che si legano agli obiettivi della legge De Caro-Gandolfi, approvata lo scorso dicembre, e che assegna al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ben 5 miliardi di euro proprio sulla mobilità ciclo-pedonale. Un sogno, quindi, questo collegamento Mare-Monti “alternativo”, che però Italia Nostra persegue ostinatamente da anni.

Il tracciato della ferrovia - commenta Trentuno - deve essere un valore aggiunto, che torni ad unire quello che un tempo univa ma soprattutto per le enormi potenzialità turistiche e culturali che ci sono. Diventerebbe una sorta di filo conduttore, che metterebbe insieme una serie di realtà oggi divise anche per questioni campanilistiche. La nostra linea, spinta molto dal presidente Fasino, è quella che Italia Nostra dovrebbe cercare di essere il tramite attraverso il quale fare quel passo in più. In vent'anni, grazie all'impegno di Elvezio Serena (nella foto sul tracciato della vecchia ferrovia), abbiamo lavorato tanto su questo fronte e tanto ci siamo spesi, in ogni sede. Ci dispiace che non sia stato ancora sposato in pieno questo progetto, ma puntiamo comunque a fare un salto di qualità”.

Sono numerose le proposte che l'associazione sta portando avanti, con l'obiettivo di discuterle intorno ad un tavolo per condividerne gli obiettivi. “Parliamo anche di carte di intenti, che impegnino maggiormente le Amministrazioni pubbliche e che le spingano a dare un segnale forte. Perché l'immobilismo e le chiacchiere non aiutano il territorio”.

Andrea Braconi

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