Fermana, ultimi 270 minuti: tra realtà, orgoglio e prospettive

Dopo una lunghissima pausa (l’ultima gara si era giocata domenica 22 marzo ) finalmente torna il campionato. E torna nel momento più delicato, più denso, più decisivo: siamo agli sgoccioli, nella fase cruciale della stagione.

Mancano tre partite, 270 minuti che decreteranno chi sarà la regina dell’Eccellenza e chi erediterà lo scettro oggi nelle mani della Maceratese, vincitrice dello scorso campionato.

La Fermana arriva a questo snodo con quattro punti di ritardo dal K-Sport Montecchio. Non è una mission impossible, ma poco ci manca. Eppure, sarebbe profondamente sbagliato interpretare questo finale come una lenta attesa di ciò che sarà. Perché, anche quando il margine si assottiglia, il calcio continua a lasciare spazio all’imprevisto.

Il quadro è chiaro: per alimentare il sogno del sorpasso, la Fermana deve vincere tutte e tre le partite che restano. Parallelamente, il Montecchio dovrebbe perdere almeno una gara e pareggiarne un’altra. Un incastro complesso, che non consente distrazioni né calcoli approssimativi.

Anche perché i numeri dell’avversario raccontano una realtà precisa. Dopo l’ultima sconfitta contro la Sangiustese, la società pesarese ha cambiato guida tecnica: fuori Protti, dentro Magi. Da lì in avanti, un rendimento da schiacciasassi. Quindici partite senza sconfitte, undici vittorie e quattro pareggi. Un caterpillar che ha travolto il campionato.

E non è tutto. Il K-Sport Montecchio è ancora pienamente coinvolto anche sul fronte della Coppa Italia. Mercoledì 15 aprile si giocherà la semifinale di ritorno contro l’Alessandria: dopo il 2-1 dell’andata in favore dei piemontesi, servirà una vittoria con almeno due gol di scarto per accedere alla finale. In caso di qualificazione, l’avversaria sarà una tra il Bisceglie e la Boreale, formazione romana dell’Eccellenza laziale.

Un doppio impegno che testimonia la forza e la continuità del Montecchio, ma che inevitabilmente comporta anche un dispendio di energie.

Montefano, il primo bivio: un fortino e una squadra affamata

Prima di ogni proiezione, però, c’è il campo. E c’è una partita che, da sola, racconta già tutto il peso di questo finale.

La Fermana domani sarà di scena a Montefano, contro l’unica squadra del girone di Eccellenza ancora imbattuta in casa. Al “Dell’Immacolata”, la formazione allenata da Lorenzo Bilò , giovane tecnico che lo scorso anno guidava la Recanatese in D, ha costruito un fortino praticamente inespugnabile: 31 punti conquistati, frutto di 9 vittorie e 4 pareggi.

Solo il K-Sport Montecchio ha fatto meglio in termini assoluti, con 33 punti interni, ma con una partita disputata in più. Tradotto: la miglior media punti casalinga del campionato appartiene proprio al Montefano.

Un dato che, da solo, basta a definire la difficoltà della sfida.

Ma il contesto rende tutto ancora più intenso. Il Montefano è quarto in classifica con 40 punti, a undici lunghezze dalla Fermana, e vede in questa partita un’occasione concreta per accorciare e consolidare la propria posizione in zona playoff.

Per la squadra di mister Bilò, infatti, l’obiettivo è chiaro: agganciare i playoff e, possibilmente, garantirsi il vantaggio di disputarli in casa contro una big. Un traguardo che avrebbe il sapore dell’impresa, considerando che a inizio stagione l’obiettivo primario era quello della salvezza.

Ecco perché la Fermana si troverà di fronte una squadra agguerrita, motivata, piena di entusiasmo e con un obiettivo ben preciso: chiudere al meglio il proprio campionato.

E proprio per questo, i gialloblù sanno di dover infrangere un tabù. Non solo per continuare a coltivare il sogno del primo posto, ma anche per un’altra ragione, più concreta e strategica: mantenere almeno 10 punti di vantaggio sulle inseguitrici. Perché in quel caso, il regolamento parla chiaro: niente playoff regionali, accesso diretto alla fase nazionale.

Lo sguardo su Matelica e uno scenario da evitare

In parallelo, lo sguardo inevitabilmente si sposta anche su Matelica, dove il K-Sport Montecchio sarà impegnato in trasferta.

Una gara tutt’altro che semplice. Il Matelica arriva da un momento complicato: appena 3 punti nelle ultime cinque partite e una classifica che lascia pochissimo margine, con soli due punti di vantaggio sulla zona playout. È una squadra che non può permettersi scivoloni e che ha bisogno dei classici punti della sicurezza.

Eppure, il paradosso è evidente: proprio domenica il Montecchio potrebbe laurearsi campione di Eccellenza con tre giornate d’anticipo. Lo scenario è chiaro: sconfitta della Fermana a Montefano e contemporanea vittoria dei pesaresi a Matelica.

È, ovviamente, lo scenario che la Fermana vuole evitare.

Perché se è vero che il primo posto oggi appare complicato, l’obiettivo numero uno resta quello di blindare la seconda posizione con un margine sufficiente per saltare i playoff regionali e accedere direttamente alla fase nazionale.

Il valore di questo campionato: oltre il risultato

E allora, in questo finale, serve anche uno sguardo più ampio. Perché ridurre tutto a una rincorsa al primo posto rischia di far perdere di vista il senso del percorso.

Non sarebbe una magra consolazione.

Perché questa Fermana va giudicata partendo da un dato che non può essere dimenticato: da dove è partita. Una squadra costruita strada facendo, completamente nuova, con giocatori anche di categoria ma spesso poco abituati a questo campionato. Un gruppo a cui, onestamente, in pochi avrebbero dato delle reali possibilità.

E invece, a tre giornate dalla fine, la Fermana è ancora lì. In corsa. Addirittura per la vittoria del campionato.

Non solo. È stata in testa a lungo. Dal 23 novembre, giorno del clamoroso exploit contro il Tolentino( vittoria 4-3 dopo essere stata sotto 0-3 ) fino al 1° marzo, giorno dello scontro diretto in casa del K-Sport Montecchio, perso e che ha sancito il sorpasso.

Da lì è cambiato l’equilibrio. Ma non è cambiato il valore del cammino.

Dall’altra parte, il Montecchio è una squadra diversa: più rodata, con una base già consolidata dalla scorsa stagione e ulteriormente rinforzata in corsa. Non a caso, a inizio anno era indicata dagli addetti ai lavori come una delle principali favorite. La Fermana, al contrario, non é certo partita con i favori dei pronostici. Perché chiamarsi Fermana non basta per vincere. La storia pesa, certo. La tifoseria anche. Ma quando riparti da zero, fare bene subito non è mai scontato.

E invece questa squadra c’è riuscita.

Ultimi 270 minuti: non solo un finale, ma un significato

E allora, questi ultimi 270 minuti non sono solo una volata finale. Sono la misura di un percorso.

La Fermana scenderà in campo per provarci fino in fondo, perché è giusto così. Perché finché la matematica lo consente, il dovere è crederci.

Ma anche perché, comunque vada, questo campionato ha già detto qualcosa.

E chi lo ha seguito davvero, lo sa.

Paolo Catena

Foto di Giacomo Bacalini da pagina facebook Fermana FC

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