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"La droga è la porta dell'inferno". La testimonianza dei ragazzi del questore Antonio Pignataro

CIVITANOVA MARCHE - “Quando tornate a casa, abbracciate i vostri genitori per me. Il mio augurio è che portiate nelle vostre famiglie spensieratezza e gioia perché è questo che vostra madre e vostro padre desiderano da voi: che siate felici”. Con queste parole pronunciate dal palco del teatro Rossini, il questore Antonio Pignataro ha chiuso il discorso introduttivo rivolto ai ragazzi delle scuole (Sant’Agostino, via Tacito, Ipsia e Stella Maris) intervenuti la mattina del 17 dicembre per assistere all'iniziativa "Una sottile linea bianca", organizzata dall'Assessorato ai Servizi Educativi Formativi del Comune di Civitanova in collaborazione con la comunità di San Patrignano e Anglad Marche (sede Tolentino) nel quadro del progetto nazionale di prevenzione alle tossicodipendenze e disagio giovanile. Insieme al Questore di Macerata c’erano il dottor Lorenzo Sabatucci dirigente del Commissariato di Polizia di Civitanova e il dirigente della Squadra Mobile di Macerata dottoressa Maria Raffaella Abbate. Per l’Arma del Carabinieri erano presenti il luogotenente Giuseppe De Giorgi e il luogotenente dottor Bartolomeo Filannino, mentre per l’Ufficio circondariale marittimo c’era il comandante tenente di vascello Giuliano Gentilini. L’Amministrazione comunale era rappresentata dall’assessore ai Servizi sociali Barbara Capponi e dall’assessore alla Sicurezza Giuseppe Cognigni, che ha dedicato agli alunni un video con i versi dello scrittore Erri De Luca sul significato dei valori e della vita. In sala, anche il presidente del Consiglio comunale Claudio Morresi.

Il Questore ha ringraziato l’assessore Capponi e l’Amministrazione comunale per la bella iniziativa d’informazione contro la droga ed ha commosso la platea raccontando un episodio personale, quando era un giovane poliziotto a Palermo ed intervenne per salvare un ragazzo in overdose: “Ero un ragazzo come lui e morì tra le mie braccia, da quel giorno la missione della mia vita è quella di essere un servitore dello Stato, di difendere dai pericoli le persone ed essere l’angelo custode dei giovani in particolare. Affrontate gli ostacoli con la forza di volontà: la droga è la porta dell’inferno per voi e per le vostre famiglie che soffrono tantissimo nel vedervi prendere una cattiva strada. Denunciate se siete a conoscenza di spaccio, chiunque stia in difficoltà può bussare alla mia porta, che è sempre aperta. Voi siete il futuro della nostra società e dovete essere migliori per aiutarla a crescere non solo culturalmente ma anche sul fronte della giustizia”.

Testi duri e senza mezzi termini quelli letti dalle voci narranti di due ragazzi della comunità Carolina e Damiano e della giornalista Angela Iantosca che nel suo libro racconta storie nate nelle piazze della droga per dar voce a giovani e meno giovani, madri e padri, senza lavoro o impiegati, a loro modo tutti disperati. Il teatro come strumento di dialogo e di comunicazione tra i ragazzi della compagnia teatrale interna alla comunità affiancati dalla giornalista e autrice, per tracciare insieme un percorso narrativo fatto di informazioni, emozioni e soprattutto testimonianze provenienti da differenti angolazioni.

L’assessore Capponi nel suo saluto iniziale ha detto: “Vogliamo capire cosa possiamo dire di nuovo, oggi, sulla droga – ha detto – e lo vogliamo ragionarci insieme a voi per impedire che possiate vivere una esperienza così dolorosa e devastante. E per questo voglio regalarvi una frase che mi ha colpito molto: “Se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu” e mi piacerebbe che vi tornasse in mente nel caso possa capitarvi di ricevere uno spiacevole “regalo”.

La dottoressa Abbate ha invece illustrato le conseguenze penali del commettere un reato di questo tipo. La Polizia opera per prevenire i reati - ha spiegato Abbate – ma a volte, anche nelle scuole, dobbiamo passare alla repressione di certi comportamenti, in cui sono coinvolti anche i minorenni. Un errore può costarvi caro nella vostra vita futura, nella carriera, nel lavoro. Il nostro è un invito a non cedere a tentazioni così pericolose e di ribellarvi o allontanare le cattive amicizie”.

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