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Il comitato per l’indipendenza delle persone con disabilità diventerà associazione

Il comitato

MONTAPPONE - Nato nel 2012, sulla scia di una filosofia proveniente dagli Stati Uniti, il Comitato marchigiano per la vita indipendente delle persone con disabilità ha come scopo principale il dialogo con la Regione per ciò che riguarda i fondi destinati a chi ha, in particolare, problematiche di stampo motorio. “Negli anni ‘60, presso l’Università di Berkeley, persone iscritte alle facoltà e con gravi disabilità motorie erano impossibilitate a vivere una vita normale da studenti e a frequentare le lezioni, erano rilegati in una sorta di reparti ospedalieri. Tutto nasce dal desiderio di vivere pienamente il mondo universitario e di uscire da questi reparti: da tutto è ciò è nato il primo progetto per la vita indipendente, grazie al supporto di un’assistenza personale autogestita in collaborazione con l’Università. Negli anni ‘80 la stessa “filosofia” si è diffusa in Europa. Nelle Marche i primi progetti sono nati nel 2008 e, dopo quattro anni, siamo nati noi” afferma Angelo Larocca di Montappone, presidente del Comitato.

Di cosa vi occupate in concreto? “In origine volevamo che fosse prorogato e allargato il finanziamento che avevamo a nostra disposizione, pari a 275.000 euro nel 2012, dedicato a un’assistenza di 25 ore settimanali come previsto dalla legge regionale. Oggi questo finanziamento è pari a un milione e 933mila”. A novembre avevate chiesto di dirottare sull’assistenza i fondi ministeriali della sperimentazione. Cos’è successo? “Non è stato possibile farlo. I fondi ministeriali sono destinati anche ad altre azioni e quindi vincolati, per esempio nell’ambito del co-housing e della domotica. Noi volevamo dirottarli sull’assistenza”.

In Regione, lei fa parte di un Comitato tecnico. “Sì, ora ci si sta occupando dell’uscita delle graduatorie per la fornitura dell’assistenza, per l’appunto. Insieme ad altre figure, per esempio dell’ambito sanitario, supervisioniamo il tutto, è questo il compito del comitato tecnico”.

Nel liceo scientifico di Montegiorgio è stato realizzato un percorso ad hoc per Ilaria, un’alunna non vedente, per darle la possibilità di andare in classe da sola. Oltre a un tappeto di erba sintetica, inizialmente sono stati utilizzati anche dei sensori. A voi, come comitato, interessano progetti come questo, anche per migliorare la vita nelle scuole? “Attualmente ci stiamo focalizzando sull’assistenza, ma sicuramente l’esempio citato è inerente alla vita indipendente, così come i temi dell’accessibilità, dei mezzi di trasporto. Sono discorsi che andrebbero affrontati e come comitato non possiamo accedere a finanziamenti, partecipare a bandi, per questo stiamo cercando di costituire un’associazione. Istituiremo anche un’agenzia per la vita indipendente che darà supporto a tutti gli utenti con dislocamenti nelle cinque province così da essere fisicamente vicini a chi chiede una consulenza”.

Silvia Ilari

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