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Dentro la Fattoria Sociale Montepacini, dove tutto è speciale

FERMO - Stellina Malvestiti, prima di essere presidente della Fattoria Sociale Montepacini è la mamma di Edoardo, 31 anni, una delle colonne del Soccer Dream, la squadra calcistica di quarta categoria incastonata tra le molteplici progettualità di questa realtà, nata per promuovere l’agricoltura sociale per l’inclusione di minori e giovani adulti disabili. Ma “i nostri ragazzi sono tutti speciali e insieme formano un bellissimo gruppo”, tiene a rimarcare, con quello spirito che ha sempre contraddistinto questa eccellenza fermana, diventata cooperativa agricola nel 2019 ereditando le attività della precedente associazione.

Al momento sono 46 i soci e 8 i tirocini di inclusione sociale, ripartiti 2 nell'agriturismo ristorante e 6 nelle attività agricole. Ristorante che, come evidenzia il consigliere Marco Marchetti, dopo il rinvio del 2020 a causa dell'emergenza pandemica, è stato aperto nel marzo 2021 con consegne a domicilio e asporto. “Non appena la normativa lo ha consentito è stato possibile anche mangiare in presenza nel ristorante. Siamo aperti il sabato a pranzo e a cena, la domenica a pranzo, oltre che sempre su prenotazione”.

Attività consolidata e di grande rilevanza è anche quella del centro estivo per la fascia di età tra i 5 e i 12 anni, realizzato in accordo con l'Amministrazione comunale e gestito dal 2015 direttamente dalla stessa Fattoria Sociale.

Spero che la nostra realtà rappresenti un'opportunità per tante famiglie - commenta la presidente Malvestiti - perché finita la scuola noi genitori ci troviamo davanti a delle scelte. È un modo per trascorrere delle ore insieme ad altre persone, quindi confrontarsi e fare una vita che mi piace definire normale, come tutti i ragazzi della loro età.”

Gestire la cooperativa agricola è però complesso. “Ci sono tante situazioni e le forze sono poche. Noi ci impegniamo ogni giorno, ma servirebbero più volontari. Per questo chiediamo la collaborazione di tutte le persone che vogliono trascorrere qualche ora con i nostri ragazzi, per capire da vicino Montepacini. Mi vengono in mente due signore che vengono spesso e aiutano i ragazzi a fare i sottolio: sono l'esempio di come ognuno, con la propria competenza e anche con una certa dose di pazienza, può dare una mano venendo sempre accolto a braccia aperte”.

Andrea Braconi

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