MARCHE – «Ho deciso di scrivere al Ministro della Salute Schillaci perché intervenga, anche attraverso una capillare attività ispettiva dei NAS, sulla questione dei ritardi nella consegna dei referti istologici ai malati oncologici. Non è possibile che continui questo stillicidio quotidiano di pazienti disperati che attendono risposte vitali. Si tratta ormai di uno scandalo nazionale, che ha varcato i confini regionali venendo denunciato da testate come Fanpage e trasmissioni come L'aria che tira su La7».
A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti.
Cesetti, che da tempo segue la vicenda con numerosi atti ispettivi e interventi in aula volti a portare all'attenzione della Giunta regionale i tanti casi segnalatigli per iscritto da pazienti di tutta la regione, aveva già formalizzato una specifica interpellanza lo scorso aprile.
«Nell'interpellanza depositata – dichiara il consigliere dem – ho sollecitato l’adozione immediata di direttive vincolanti affinché tutti gli enti del servizio sanitario regionale garantiscano la consegna dei referti entro i limiti temporali fissati dal Manuale di accreditamento. Insisto inoltre sulla necessità di procedere senza ulteriori indugi alla digitalizzazione delle Anatomie patologiche, strumento essenziale per evitare i pesanti accumuli di arretrati a livello provinciale, chiedendo al contempo lo stanziamento di risorse umane, strumentali e finanziarie adeguate per colmare le attuali lacune organizzative e operative».
«Il sistema – sottolinea Cesetti - non può limitarsi a fornire risposte parziali soltanto in seguito a sollecitazioni formali o clamore mediatico. Le cure oncologiche sono, per definizione, una corsa contro il tempo: ogni giorno di ritardo nella refertazione è un giorno prezioso sottratto alle cure e un rischio concreto di perdita di chance terapeutica per il paziente. Così facendo, si mina direttamente il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione».
Infine, Cesetti lancia un appello diretto al presidente Acquaroli: «Occorre un suo intervento diretto, in quanto responsabile principale delle politiche sanitarie, affinché dia seguito agli impegni assunti lo scorso ottobre in sede di presentazione delle linee di mandato, quando venne promessa una revisione profonda del Piano Socio Sanitario, degli atti aziendali e un incremento del personale. Sono impegni che, a fronte dell'attuale situazione, richiedono una celere traduzione in atti concreti e strutturali».




