FERMO - L’Ospedale “Augusto Murri” di Fermo custodisce un luogo dove la scienza e l’umanità si intrecciano ogni giorno: il reparto di Oncologia, diretto da anni dal dr. Renato Bisonni. Un reparto che non è solo un presidio sanitario, ma una vera e propria comunità della cura, capace di accogliere, ascoltare e accompagnare oltre mille pazienti oncologici l’anno lungo percorsi terapeutici sempre più efficaci, personalizzati e umani.
L’oncologia che guarda avanti
Negli ultimi anni, la medicina oncologica ha compiuto passi da gigante. Il reparto fermano, sotto la guida del dr. Bisonni e di un’équipe di professionisti altamente qualificati, è diventato un punto di riferimento per l’applicazione delle terapie più avanzate.
Qui, la chemioterapia tradizionale viene usata sempre meno: non perché sia stata dimenticata, ma perché la scienza ha aperto nuove strade, più mirate e meno invasive.
Oggi, al Murri di Fermo, la cura del tumore passa sempre più spesso attraverso la target therapy – terapie mirate che agiscono selettivamente sulle cellule tumorali –, l’immunoterapia, che stimola le difese naturali del corpo a riconoscere e combattere la malattia, e i farmaci anticorpo-coniugati di ultima generazione, una delle frontiere più promettenti della medicina moderna.
Ogni paziente, ogni diagnosi, ogni percorso è studiato con un approccio personalizzato, dove la tecnologia e la ricerca si uniscono alla sensibilità di chi ha scelto di dedicare la propria vita alla cura dell’altro.
Ma ciò che rende davvero speciale il reparto di oncologia del Murri non è solo la qualità delle cure, quanto la rete di umanità che lo circonda: una sinergia viva e concreta con le associazioni di volontariato che ogni giorno camminano accanto ai pazienti e ai loro familiari, offrendo ascolto, sostegno e speranza.
Quattro associazioni, un solo cuore
Attorno al reparto di Oncologia di Fermo ruotano quattro realtà associative che rappresentano le diverse sfaccettature del mondo oncologico, tutte unite da un obiettivo comune: prendersi cura della persona nella sua interezza, dalla prevenzione al fine vita.
"La Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), la più antica associazione di volontariato da oltre un secolo sul tutto il territorio nazionale, impegnata nella prevenzione primaria e secondaria in tutto il territorio Fermano con erogazione di prestazioni sanitarie gratuite. La prevenzione primaria - racconta il dr. Bisonni - è quella che mira a evitare la comparsa della malattia, promuovendo stili di vita sani e consapevoli: alimentazione equilibrata, attività fisica, abolizione del fumo, protezione dal sole.
La prevenzione secondaria, invece, significa diagnosi precoce: individuare il tumore in fase iniziale, quando è più facile curarlo e spesso guarirlo.
Nel Fermano, la LILT promuove campagne informative, screening gratuiti e momenti di sensibilizzazione che hanno cambiato la cultura sanitaria di un intero territorio. Poi c'è l'associazione Infinitae, presieduta dalla dott.ssa Rachele Zeppilli, che rappresenta una storia di forza e rinascita. Attraverso il dragon boat, uno sport di squadra praticato in canoa, offre alle donne operate al seno una straordinaria opportunità di riabilitazione fisica e psicologica, trasformando la fatica in energia e la vulnerabilità in condivisione. Il loro impegno rientra nella cosiddetta prevenzione terziaria, che ha lo scopo di migliorare la qualità di vita dopo la malattia, riducendo il rischio di recidive e favorendo il reinserimento nella quotidianità. Ogni pagaiata, ogni sorriso condiviso sull’acqua, è un messaggio potente: la vita dopo il tumore può essere piena, forte, luminosa.
Abbiamo poi l'Anpof, L’associazione Noi Per l'Oncologia Fermana, guidata con dedizione da Michaela Vitarelli, è la voce amica che accompagna il paziente nel momento più fragile. I volontari di Anpof operano direttamente in reparto, al fianco del personale sanitario, offrendo ascolto, conforto e aiuto pratico. La loro presenza discreta ma costante rappresenta una risorsa preziosa non solo per i pazienti e le loro famiglie, ma anche per l’équipe medica, sostenendo le necessità del reparto e favorendo progetti di innovazione e miglioramento continuo. In un mondo dove la tecnologia avanza rapidamente, l’umanità resta la cura più potente. Infine, ma non per importanza, c’è L’Abbraccio, l’associazione guidata dalla prof.ssa Rosanna Vitali, che presta la sua opera presso l’Hospice di Montegranaro. Qui, la cura assume una dimensione ancora più profonda: non più la guarigione, ma il prendersi cura fino alla fine, accompagnando il malato e la sua famiglia in un cammino difficile, con delicatezza e rispetto. Attraverso tecniche di rilassamento, shiatsu, musicoterapia e interventi di benessere emotivo, i volontari di L’Abbraccio rendono più dolce e dignitosa la fase conclusiva della vita. Un gesto, una carezza, una nota musicale possono diventare una forma di amore autentico, capace di lenire ciò che la medicina non può guarire".
Il reparto di Oncologia del Murri di Fermo, con il suo direttore Renato Bisonni, il personale sanitario e le associazioni che vi gravitano attorno, rappresenta un modello di sanità integrata, dove l’eccellenza scientifica si unisce alla forza della comunità. Qui, la malattia non è mai solo un fatto clinico, ma un viaggio condiviso. Ogni paziente trova non soltanto cure all’avanguardia, ma anche ascolto, empatia, accoglienza.
"In un’epoca in cui la medicina rischia di diventare impersonale, Fermo - conclude il dr. Bisonni - dimostra che è possibile un’altra strada: quella che unisce ricerca, cuore e territorio. Una rete che cura, previene, sostiene e accompagna. Un universo che fa della speranza la sua più grande terapia".




