MARCHE - Offrire servizi socio-sanitari di alta qualità anche nei piccoli comuni e nelle aree interne colpite dal sisma del 2016. È questa la sfida vinta dal progetto di cooperazione interterritoriale "Smart Village", i cui risultati sono stati presentati venerdì 26 giugno nella suggestiva cornice dell’Aula Verde presso l’Abbadia di Fiastra.
L'evento ha visto il confronto sinergico tra istituzioni, università, operatori sanitari e cittadini sulla sperimentazione che ha introdotto un modello innovativo incentrato sull'assistenza di prossimità, l'integrazione tra servizi sociali e sanitari e l'innovazione tecnologica. Il progetto, finanziato con un investimento complessivo di 500.000 euro nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Marche, vede la collaborazione strategica di quattro GAL marchigiani i cui territori ricadono nel perimetro del cratere sismico: GAL Fermano Leader (capofila), GAL Colli Esini San Vicino, GAL Piceno e GAL Sibilla.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Enrico Rossi, Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Marche, che ha rimarcato “l'importanza strategica e il ruolo fondamentale dei GAL a sostegno dello sviluppo rurale e della valorizzazione delle aree interne, capaci di tradurre i fondi europei in azioni concrete per il territorio”. A seguire il saluto di Paolo Calcinaro, Assessore alla Sanità della Regione Marche, che ha evidenziato come “il modello 'Smart Village' si adatta perfettamente alle esigenze dei territori interni, caratterizzati da piccoli comuni frammentati ma di grande valore, un percorso di innovazione sociale e territoriale avanzato sul quale dobbiamo continuare a investire."
Al centro del seminario gli interventi di Michela Borri, Presidente del GAL Fermano, Michele Germani, Responsabile Scientifico del Progetto per l’UNIVPM e Rocco Corrado, coordinatore del progetto per il GAL Fermano. La sperimentazione ha coinvolto circa 150 utenti utenti over 75, ai quali sono stati forniti speciali kit di monitoraggio domestico per rilevare parametri vitali e condurre screening multidimensionali e valutazioni cardiologiche direttamente tra le mura di casa.
I dettagli tecnici, l'efficacia clinica e l'impatto sul sistema sanitario regionale sono stati approfonditi durante la tavola rotonda. Al dibattito sono intervenuti la ricercatrice UNIVPM Agnese Brunzini, per l'illustrazione dei dati, Claudia Margaritelli, funzionario della direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Marche, e il medico di medicina generale Massimo Peroni, che ha testimoniato il valore del progetto nella gestione quotidiana del paziente. Hanno preso parte al confronto anche Massimiliano Cannas, direttore socio-sanitario dell'AST Macerata, e Alberto Franca, direttore socio-sanitario dell'AST Fermo. I due direttori hanno concordato su come questo modello integri perfettamente la nuova visione della sanità territoriale, tracciando la strada verso un’assistenza sempre più capillare, vicina alle persone e capace di combattere l’isolamento dei borghi montani.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Michela Borri, Presidente del GAL Fermano:
"Questo percorso nasce inizialmente da un progetto pilota che abbiamo sperimentato all'interno del GAL Fermano e che successivamente è stato allargato, tramite un progetto di cooperazione, ad altri tre GAL della Regione Marche che condividono la delicata realtà del cratere sismico. Abbiamo investito complessivamente 500.000 euro per dare una risposta concreta ai soggetti anziani over 75, che rappresentano un target rilevante dei residenti nei piccoli comuni delle aree interne, caratterizzate da una forte longevità. Con questa iniziativa abbiamo ampliato il consueto raggio di azione dei GAL, per intervenire in modo mirato sui servizi alla popolazione, facendone uno dei filoni centrali della programmazione dei GAL."
Prof. Michele Germani, Responsabile Scientifico del Progetto per l’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM):
"Il nostro obiettivo con questo progetto è stato quello di fornire una soluzione concreta che permettesse alla persona anziana di rimanere a casa in totale sicurezza, sia dal punto di vista sociale che da quello sanitario. Ci siamo riusciti facendo lavorare in perfetto sincronismo le tecnologie e le persone. Si tratta di una modalità fortemente innovativa perché sposa e fa dialogare due mondi – la sanità e il sociale – che in molte altre realtà corrono ancora su binari separati. I riscontri sono stati ottimi: oltre un centinaio di utenti ha già potuto usufruire con successo di questo modello e di questi dispositivi di monitoraggio."
Rocco Corrado, Coordinatore del Progetto per il GAL Fermano:
"Più che di una semplice formazione agli utenti, per la consegna e l'uso dei dispositivi tecnologici abbiamo messo in campo una vera e propria attività di 'mediazione digitale'. Abbiamo coinvolto professionisti ed esperti del settore per accompagnare passo dopo passo l’anziano che si è trovato a gestire strumenti tecnologici avanzati, seppur semplificati per l'uso quotidiano. Questa mediazione è stata un punto cardine e fondamentale del progetto: ha permesso di spiegare chiaramente l'utilità dei dispositivi, rassicurando gli utenti e consentendo ai GAL e all'Università di recepire i dati e caricarli correttamente in piattaforma."




