Diabete gestazionale, brochure multilingue alla Diabetologia di Fermo

FERMANO - Diabete gestazionale, ecco perché è importante un approccio multilingue. E la Diabetologia dell'Ast di Fermo, guidata dalla dr.ssa Paola Pantanetti, lancia le brochure in lingua araba, urdu e inglese "per raggiungere una maggiore aderenza terapeutica che consente quindi un miglioramento ulteriore nel raggiungimento degli outcomes clinico materno-fetale".
Il diabete gestazionale, infatti, è una condizione prevenibile e gestibile, ma le disparità etniche evidenziano la necessità di screening mirato, educazione alimentare e promozione di stili di vita sani, soprattutto nelle popolazioni ad alto rischio. Circa il 45% dei casi potrebbe essere prevenuto con interventi pre-concezionali (controllo del peso, attività fisica). "Dopo il parto, è essenziale il follow-up - spiega la dr.ssa Pantanetti - per prevenire il diabete di tipo 2. In Italia e nelle Marche, i servizi sanitari vogliono rafforzare l'approccio equity-oriented per ridurre le ineguaglianze legate all'etnia e allo status migratorio. Il diabete gestazionale è una condizione di disglicemia che viene diagnosticata per la prima volta durante la gravidanza, tipicamente nel secondo o terzo trimestre. Si tratta di una condizione transitoria legata all'aumento della resistenza insulinica indotta dagli ormoni placentari (come l'ormone lattogeno umano, il cortisolo e il progesterone), che alterano la capacità secretoria delle cellule beta pancreatiche. Se non adeguatamente controllato, aumenta il rischio di complicanze materno-fetali-neonatali. La diagnosi si basa generalmente sul test da carico orale di glucosio tra la 24esima e la 28esima settimana".
I principali fattori di rischio includono età materna pari o inferiore ai 35 anni, sovrappeso/obesità pre-gravidica, familiarità per diabete, una pregressa macrosomia fetale o da diabete gestazionale o Pmos (sindrome ovarica poliendocrina metabolica). Ma anche l'appartenenza a etnie ad alto rischio "che includono quelle asiatiche meridionali (India, Pakistan, Bangladesh), cinesi e altre asiatiche, afro-caraibiche e africane, e mediorientali. Queste popolazioni - aggiunge la dr.ssa Pantanetti - mostrano una maggiore prevalenza di diabete gestazionale rispetto alle donne di etnia caucasica/europea. Studi specifici indicano che le donne asiatiche del Sud e le ispaniche/latine hanno rischi significativamente elevati. Recenti studi hanno mostrato che l'adesione alle raccomandazioni di assistenza prenatale era buona ma inferiore nelle migranti, sottolineando la necessità di strategie culturally tailored. Da qui l'impegno a veicolare con tutti i mezzi a nostra disposizione, come ad esempio le brochure in lingua, tutte le informazioni utili sul diabete gestazionale".
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