MARCHE – “Mi chiedo se per il presidente Acquaroli sia accettabile che una persona attenda oltre tre mesi per ricevere l’esito di un esame istologico dopo essere stata operata per una diagnosi di ricovero di adenocarcinoma? Questa segnalazione scritta mi giunge da un cittadino della provincia di Fermo che, dimesso dall’ospedale il 31 ottobre scorso con l’impegno della struttura sanitaria di ricontattarlo per la consegna del referto, a oggi non ha ricevuto ancora nulla. Lo stesso mi ha scritto che dopo aver contattato il servizio competente per conoscere i motivi di questo assurdo ritardo, gli è stato comunicato che purtroppo la struttura “è molto indietro con gli esami”. Il presidente Acquaroli è a conoscenza di questa grave situazione? Sa che l’esame istologico rappresenta uno strumento diagnostico essenziale e che la tempestività del referto è fondamentale per la salute e la vita del paziente? Come si può restare inerti quando è in gioco la salute delle persone?”.
A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che sulla questione ha depositato un’interrogazione, condivisa e sottoscritta da tutto il gruppo Pd, per chiarire i contorni di questa incresciosa vicenda e sapere se si tratta di un caso isolato o se vi sia una sistematicità nei ritardi per la refertazione e consegna degli esami istologici.
“Così – ribadisce Cesetti - non si può più andare avanti. La sanità pubblica marchigiana ci consegna ormai uno stillicidio quotidiano insopportabile e insostenibile di disagi e disservizi fortemente indicativi di una distorsione strutturale che pregiudica i Livelli essenziali di assistenza (LEA) e che sta svuotando di fatto il diritto alla salute. Acquaroli deve prendere atto dello stato disastroso in cui versa il nostro sistema sanitario dopo oltre oltre cinque anni del suo governo e deve adoperarsi in tempi brevissimi per una radicale inversione della politica portata avanti fino a oggi. E questa non è una mia richiesta, ma lo prevede la legge. Diversamente, dovranno intervenire le autorità competenti - che è tempo che la smettano di far finta di nulla - per far sì che questo urgente cambiamento venga imposto per altre vie. Tra l’altro trovo assurdo che il presidente, dopo aver annunciato all’inizio di questo secondo mandato che la revisione del Piano Socio Sanitario Regionale e dei relativi atti aziendali rappresentava una priorità, a oggi non sia stato in grado di produrre un solo atto capace di andare in questa direzione”.
“Acquaroli – conclude Cesetti – deve immediatamente prendere in mano la situazione, perché è lui il primo responsabile di questo disastro. E lo deve fare tempestivamente, perché è vero che ha vinto le elezioni, nessuno glielo contesta, ma non può pensare di cullarsi sugli allori per i prossimi cinque anni, restando immobile mentre la sanità marchigiana brucia”.




