Elezioni Fermo, incontro a San Marco con la candidata sindaca Malvatani

Don Vinicio Albanesi e Angelica Malvatani

FERMO - Sala gremita anche a San Marco alle Paludi, venerdì sera, per il tour elettorale di Angelica Malvatani, incentrato su incontro, confronto e partecipazione effettiva. La candida sindaca e la coalizione ‘Fermo Città Comune’ (Pd, La città che vogliamo, Italia Viva, Rifondazione Comunista, Avs e Movimento 5 Stelle) hanno innanzitutto ascoltato le esigenze, i problemi, le aspettative e le proposte di una zona di Fermo di particolare valore paesaggistico e ambientale, che i residenti hanno sempre difeso con forza, come nel caso delle mobilitazioni contro il motodromo e la centrale a biometano.

I cittadini presenti, provenienti anche da altri quartieri della città, non hanno esitato a manifestare le loro idee. Innanzitutto, è alta la sensibilità di tutelare la vocazione naturalistica della zona, viste anche le prospettive legate al nuovo collegamento con il casello autostradale di Porto Sant’Elpidio che, attraverso la realizzazione di un nuovo ponte, convoglierà la viabilità in quest’altro versante del fiume Tenna. Malvatani ha garantito, in caso di elezione, di voler “governare questo cambiamento insieme ai residenti, di proteggere la valle e di immaginare anche in un’ottica sovracomunale la realizzazione di un parco fluviale, con ‘paletti’ precisi contro le industrie insalubri e gli allevamenti intensivi. Un parco che collegato a quello di Monte Urano porti a uno sviluppo della zona vocato allo sport, alle piste ciclabili e all’ambiente. Gli strumenti urbanistici ci sono, per arginare situazioni impattanti, e vanno applicati”.

Alcuni cittadini hanno posto l’attenzione “sull’area industriale a vocazione artigianale, utilizzata anche dai residenti per passeggiare e per momenti di socialità che andrebbe recuperata”, mentre altri hanno segnalato la situazione particolare del parcheggio adiacente all’abbazia e al centro sociale “che, essendo privato, richiede un sacrificio economico ogni volta che vogliamo utilizzarlo”. Diverse persone hanno rimarcato che la “zona artigianale è piena di vincoli, che impediscono di utilizzarla anche a fini abitativi o commerciali, mentre andrebbe aggiornata alle esigenze di oggi perché il piccolo artigianato non c’è più”. Gli intervenuti si sono trovati d’accordo con la candidata sulla necessità di ricostruire il senso di comunità “perché la città appare spezzettata, ogni zona pensa per sé e basta. Servono spazi per i giovani e nuovi marciapiedi, ma anche avere tutti insieme un sogno più grande per San Marco alle Paludi e per Fermo”.

In sala era presente anche don Vinicio Albanesi, amministratore della parrocchia di San Marco, che ha suggerito “un patto tra candidati per un lavoro congiunto, al di là degli schieramenti, finalizzato a creare una identità per Fermo, che così com’è ora non è una città universitaria e non è nemmeno a spiccata vocazione culturale o turistica”. Il sacerdote ha proposto di “immaginare una città ecologica, che studia un sistema energetico diverso e che magari produce energia per il resto del territorio”. “E’ stata una chiacchierata bella e serena, con toni pacati e costruttivi come piace a noi e come vogliamo fare con tutta la città – ha detto Angelica Malvatani in chiusura della serata -. Abbiamo raccolto istanze e desideri da incastonare dentro il nostro progetto ‘Fermo Città Comune’ che tiene conto di ogni voce e di ogni zona del territorio”.

RICCI: A FERMO NON SERVONO PADRONI, MALVATANI LA SCELTA GIUSTA PER LA CITTA’

“I fermani non vogliono più padroni, ma essere protagonisti e decidere insieme il futuro. Angelica Malvatani può davvero aiutare la città a scrivere una nuova storia”. L’europarlamentare Matteo Ricci, alla riuscita cena elettorale organizzata sabato 28 marzo a Girola per la candidata sindaca di ‘Fermo Città Comune’, ha reso ancora più forte lo spirito unitario e la voglia del centrosinistra di dare vita con le elezioni comunali a una nuova stagione per il capoluogo di provincia.

Ricci, forte della sua lunga esperienza come apprezzato sindaco di Pesaro, non ha fatto difficoltà ad individuare la bontà della scelta della coalizione di affidarsi alla Malvatani: “E’ una donna – ha sottolineato - che ha deciso di mettere a disposizione la sua lunga esperienza giornalistica, la sua voglia di aiutare i giovani come in parte già fa da docente, la sua attività incredibile nelle carceri, che sono uno dei veri problemi della giustizia italiana, non quelli che ci hanno raccontato in questi mesi. Il fatto che in una situazione di partenza difficile abbia deciso di offrire tutta questa energia e tutte queste capacità è davvero una boccata d’ossigeno per Fermo e che ha molto a che fare con quello che è successo domenica scorsa”. Secondo Ricci, infatti, il referendum apre una fase politica nuova, con riflessi anche sulle prossime elezioni comunali: “Il motivo che ha spinto tantissimi a votare No è che in Italia nessuno vuole dare pieni poteri a un’unico individuo. A Fermo potrebbe accadere la stessa cosa perché per quanto una persona possa aver fatto, con luci e ombre, l’amministratore, nessuno vuole padroni. Chi non è più sindaco non può pensare di continuare a comandare attraverso qualche portavoce. Invito Calcinaro ad occuparsi meglio di sanità, visto lo scandalo di questi giorni sul sangue e sul plasma. Basta far finta sempre di non entrarci nulla, non abbiamo bisogno di questo tipo di politica. Se nelle Marche quel sangue donato da tanti volontari è stato buttato per disorganizzazione e mancanza di personale, chi è a capo della sanità deve assumersi le sue responsabilità”.

L’europarlamentare ha invitato a interpretare bene il significato del referendum e a proiettarlo verso le comunali. “Nelle Marche – ha riflettuto Ricci – rispetto alle regionali hanno votato 110mila persone in più e di queste 107mila si sono espresse per il No, mentre i voti del Sì sono stati gli stessi ottenuti da Acquaroli sei mesi fa. Questi elettori che il centrosinistra non è riuscito a mobilitare per le europee e per le regionali, vanno stimolati ad esprimersi alle comunali di maggio. Credo che a Fermo la campagna elettorale di Angelica Malvatani è la strada migliore per convincerle perché lei in un città abbastanza litigiosa non litiga con nessuno, ha abbassato i toni e ha alzato i valori e i contenuti. Fermo non vuole ulteriore litigiosità e vedo gli altri molto nervosi per lo scandalo del sangue e per i problemi della sanità marchigiana che noi abbiamo denunciato (aumento delle liste d’attesa e della mobilità passiva, i problemi del pronto soccorso e della mancanza di personale) e che sono sempre uguali se non aumentati. Sono nervosi anche perché, purtroppo per loro, vedono in Angelica una figura che è in grado di restituire fiducia a una comunità democratica e progressista e che al tempo stesso ha la capacità di parlare in maniera trasversale con tutti i cittadini. Non si sa ancora dall’altra parte come scenderanno in campo, ma una cosa è stata sancita in maniera netta dalle elezioni regionali: il civismo di Calcinaro non è più fuori dai partiti, ma è un pezzo della destra, di quella destra che con il referendum potrebbe aver preso una strada in discesa e questo nuovo clima nazionale può arrivare fino a Fermo”.

Matteo Ricci ha concluso la serata perfettamente riuscita, grazie ai volontari che si sono prodigati in cucina e in sala, con un augurio convinto e sincero: “Tutti coloro che hanno un minimo di consenso stavolta non possono rimanere in panchina, ma devono mettersi a disposizione per vincere questa partita perché è un passaggio storico per Fermo. Dopo dieci anni si può costruire una nuova storia che qualche settimana fa sembrava impossibile, ma che con la candidatura Malvatani giorno dopo giorno comincia ad essere concreta e fattibile. Dobbiamo crederci con lo stile e le capacità di Angelica che vuole da sindaco davvero cambiare le cose”.

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