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Giornata della Memoria: proiezioni a Fermo e Capodarco

FERMO - In occasione della Giornata della Memoria la Sala degli Artisti proietterrà Sabato 26 e Domenica 27 Gennaio alle ore 17.30 il film "1945" del regista ungherese Ferenc Torok. Girato in uno splendido bianco e nero, il film si articola su tre piani paralleli che costruiscono l'azione. In un afoso giorno di agosto del 1945, mentre gli abitanti di un villaggio ungherese si preparano per il matrimonio del figlio del vicario, un treno lascia alla stazione due ebrei ortodossi, uno giovane e l’altro più anziano. Sotto lo sguardo vigile delle truppe occupazioniste sovietiche i due scaricano dal convoglio due casse misteriose e si avviano lentamente verso il paese. Il precario equilibrio che la guerra appena terminata ha lasciato sembra ora minacciato dall’arrivo dei due ebrei. In tutta la comunità si diffondono rapidamente la paura e il sospetto che i tradimenti, le omissioni e i furti, commessi e sepolti durante gli anni di conflitto, possano tornare a galla. 1945 è tratto da un racconto ("Homecoming") dello scrittore ungherese Gábor T.Szántó.

Il Teatro Nuovo di Capodarco ricorda la Giornata della Memoria proiettando Domenica 27 Gennaio ore 19.30-21.30 e Lunedì 28 e Martedì 29 Gennaio ore 21.30 il documentario "I bambini di Rue Saint-Maur 209". La regista Ruth Zylberman ha scelto un edificio parigino di cui non sapeva nulla, il 209 di Rue Saint-Maur. Per diversi anni ha indagato con l'obiettivo di ritrovare i vecchi inquilini del palazzo, per poter ricostruire la storia di quella che era stata una piccola comunità ebrea durante l'occupazione nazista. Ha ritrovato alcuni degli ex abitanti del 209 nelle periferie di Parigi, a Melbourne, New York e Tel Aviv e ha filmato i loro racconti. Non è solo un film sulla conservazione della memoria, è anche un film che andrebbe mostrato in tutte le facoltà di Architettura nel mondo perché ricorderebbe a chi pensa e progetta spazi abitativi che poi all'interno di quegli spazi agiranno persone che di quelle mura porteranno un ricordo nell'intimo. È quanto accade con il 209 di Rue Saint-Maur il cui cortile e corridoi percorriamo insieme a chi ci ha vissuto nell'infanzia e ora, da anziano, viene stimolato a far affiorare ricordi. Che sono ricordi di sofferenza e grande dolore ma anche di solidarietà e di vicinanza. Perché in quell'edificio finirono con il convivere francesi e profughi, spesso ebrei, provenienti dai Paesi dell'Est dove la diffidenza verso i figli di Davide aveva iniziato a diffondersi ancor prima dell'arrivo delle armate naziste. La telecamera mostra i volti di queste persone anziane che talvolta ricordano con commozione e in qualche altro caso vorrebbero evitare il ritorno di una memoria che ha provocato tanto dolore.

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