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Valentino Fenni alla guida dei calzaturieri di Confindustria Centro Adriatico

MARCHE - L’assemblea dei calzaturieri di Confindustria Centro Adriatico ha eletto Valentino Fenni, titolare dell’azienda Dada Srl, come presidente della principale sezione degli industriali. 48 anni, originario di Torre San Patrizio, Fenni guida un’azienda a Grottammare. “Produciamo sneakers, principalmente per il mercato femminile, rigorosamente made in Italy”.

Gli iscritti non hanno avuto dubbi nello scegliere l’imprenditore di Grottammare. È la prima volta di un Piceno alla guida della sezione. “Un segnale importante, che rinforza il percorso avviato con l’unione delle due territoriali. Siamo un unico corpo e anche dai calzaturieri, da sempre punto di forza del Fermano, arriva un messaggio a tutti gli iscritti: uniti possiamo essere sempre più determinanti” sottolinea Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico. Fenni è stato votato dalla quasi totalità degli imprenditori presenti al termine di un’assemblea in cui ha delineato anche i punti principali del suo mandato. “Sono soddisfatto. Ho preso voti in ogni Comune del Fermano. Sono già arrivate le prime telefonate, di richieste oltre che di congratulazioni, spero che questo sia il segnale di una sempre maggiore voglia di partecipazione degli imprenditori”.

I primi impegni sono delineati: “Entro agosto presenterò la squadra, voglio sempre più associati coinvolti. I problemi sono diversi. Ci sono quelli comuni come il calo degli ordini, i problemi di riscossione e dell’accesso al credito. Poi però ci sono esigenze diverse, legate al prodotto, e come sezione dobbiamo trovare le risposte”. La produzione di Fenni è destinata per il 70% ai mercati esteri e per il 30% Italia. Il neo presidente rappresenta il mondo dello sportivo, altra novità per il distretto fermano-piceno-maceratese: “Il mondo in cui io mi muovo non è differente, è una parte dello stesso che sceglie il cuoio e i tacchi. Sono stato un precursore con i miei modelli, ho colto un paio d’anni prima l’evoluzione del mercato, ma questo non significa potersi sedere. La capacità di noi imprenditori è di saper produrre il miglior prodotto che il mercato richiede. Per questo serve sempre stare aggiornati”.

Qualità e artigianalità restano i pilastri principali, ma il presidente vuole portare sempre più conoscenza nel campo del marketing e dei social: “Oggi è più facile trovare un giovane che sa usare Instagram che un operaio per la manovia. Quello che è importante comprendere è che le figure che le aziende devono inserire, quanto prima, sono anche i social media manager. Come Confindustria Centro Adriatico cercheremo di fornire il supporto necessario alle imprese per accrescere questo lato di conoscenza. Tenendo sempre in considerazione la formazione base e tradizionale che ci fa essere i numeri uno al mondo per qualità”.

Fenni completerà il progetto Eurispes avviato dal predecessore Enrico Ciccola. L’istituto di ricerca sta fotografando il distretto: “Il bello e ben fatto non basta più, ce lo ha ricordato il direttore scientifico dell’Eurispes. Dobbiamo anche saper vendere quello che facciamo. Per questo abbiamo bisogno di ritrovare grande sintonia all’interno della sezione calzaturieri, in modo da poter diversificare le azioni muovendoci per il made in Italy, ma creando gruppi di azione nel campo del credito, del marketing, dello studio dei mercati. La mia parola chiave sarà partecipazione”.

Presidente esperto, la sua famiglia è nel settore calzature dal 1974, è impegnato da anni nell’associazione: “Pochi giorni fa un cliente importante è andato a Montegranaro e ha condiviso decine di foto delle aziende con scritto: ‘I am in wonderland’. Ci ha definito il paese delle meraviglie, perché entrando nelle imprese ha visto la bellezza della produzione, ha respirato il profumo della pelle. Questo dobbiamo far capire ai clienti: quello che noi facciamo non è solo un prodotto da vendere, ma un unicum che permette a ogni pezzo della filiera di guadagnare, chi soldi, chi in benessere indossando le nostre scarpe. Impariamo a raccontarlo”.

La speranza finale del neo presidente è solo una: “Sezione collaborativa. L’unione fa la forza, non dobbiamo mai dimenticarlo. Non è che perché uno va meglio facendo le sneakers ci si ferma a guardarlo. Un’azienda che corre in un territorio fermo non riuscirà mai a resistere. Il mio lavoro sarà per il distretto che collaborando potrà trovare risorse al suo interno. Sapendo guardare a Macerata, cominciando dall’area di crisi complessa che può essere un volano per tutti”.

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