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"Soetic", una rete di Comuni del Fermano ha sviluppato il progetto focalizzando il tema della filiera agrolalimentare

MONTEGIORGIO - Appuntamento questo Venerdì 26 Novembre dalle ore 10:30 per tutta la giornata si terrà presso l’Hotel San Paolo di Montegiorgio (FM) l’iniziativa “SO ETIC: incontro -dibattito sullo sviluppo sociale, sostenibile ed etico della filiera agrolalimentare” organizzata dai progetti SAI dei Comuni di Magliano di Tenna, Falerone e Servigliano.

Orgogliosi della collaborazione e presenza di Abderrahmane Amajou (FOTO), responsabile migranti per Slow Food International che promuovo un dibattitto positivo su alcune figure nazionali che attraverso la filiera agroalimentare racconteranno la loro esperienza: Abdoul Sane dopo aver frequentato il corso organizzato dall’UNHCR insieme a Bee My Job Academy è diventato apicoltore, Suleman Diarra produce e commercia yogurt dopo avere passato l’inferno nelle campagne di Rosarno, Hamed Ahmadi scappato da Kabul dirige diversi locali a Venezia ed attualmente è uno dei ristoratori più interessanti della Serenissima, Hassan Ismail Gafar dopo aver lasciato l’Egitto da minorenne è diventato uno chef nella cucina del ristorante Namo Ristobottega a Tarquinia.
L’iniziativa è pensata in partnership con la Condotta Slow Food del Fermano che guiderà il dibattito con alcune realtà territoriali che dello sviluppo sostenibile, etico e dell’inclusione sociale hanno fatto la loro “mission”: copperativa Tarassaco, cooperativa sociale Montepacini, l’azienda agricola rASOterra, la Fattoria Biologica Scibé e l’azienda agricola Officina del Sole.

Nel pomeriggio testimonianze del territorio fermano coordinate dal locale fiduciario di Slow Food Paolo Concetti che commenta: <Un bellissimo progetto con il quale abbiamo deciso di collaborare attivamente nel proverbiale stile di Slow Food: partendo dal cibo si è lavorato su un progetto che ponga al centro della sua azione la giustizia sociale ed il valore profondo dell’integrazione valorizzando le identità e cercando nel cibo una strategia inclusiva. L’auspicio di tutti i partecipanti è che questo sia stato solo il primo passo di un’azione più incisiva che coinvolga tanto la rete associativa, quanto le istituzioni>

I progetti SAI – Sistema di Accoglienza ed Integrazione – da sempre si sono mostrati vicini al settore agroalimentare per le opportunità di lavoro, formazione ed integrazione dei migranti. Tante sono state le iniziative fatte per portare a conoscenza che un’inclusione lavorativa regolare in agricoltura è possibile, che lo sfruttamento non è la giusta via, che una conoscenza della realtà agricola ed una buona formazione possono fare la differenza e dare la possibilità di una vera integrazione nella società italiana".

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