FERMANO - Alla vigilia della nuova edizione del Micam Milano, il più importante appuntamento internazionale dedicato al comparto calzaturiero, le imprese del distretto fermano si preparano a tornare in fiera in un contesto ancora complesso, ma con la consapevolezza che l’internazionalizzazione resta la principale direttrice di sviluppo. I dati più recenti sull’andamento economico provinciale evidenziano infatti un quadro che impone prudenza. Nei primi 9 mesi del 2025 l’export della provincia di Fermo ha subito una flessione significativa proprio nel sistema moda e, in particolare, negli articoli in pelle e calzature, che rappresentano una quota centrale dell’export manifatturiero locale. Una contrazione che si inserisce in uno scenario regionale ancora debole per il manifatturiero, mentre il terziario mostra segnali di maggiore tenuta.
“Il Micam – commenta Paolo Mattiozzi, Presidente CNA Federmoda Fermo – si colloca in una fase delicata per il nostro territorio. I numeri confermano le difficoltà del comparto moda, ma proprio per questo la fiera rappresenta un passaggio strategico. In un momento in cui la domanda estera è incerta e i mercati sono condizionati da tensioni geopolitiche e politiche commerciali restrittive, essere presenti significa presidiare i mercati consolidati e intercettare nuove opportunità”.
A preoccupare è anche il quadro occupazionale: tra settembre 2024 e settembre 2025 la provincia di Fermo ha perso addetti, un dato che riflette le difficoltà strutturali del sistema produttivo locale, composto in larga parte da piccole e micro imprese. “In questo contesto – prosegue Mattiozzi – le aziende che scelgono di investire nel Micam compiono uno sforzo importante. La fiera non è solo uno spazio commerciale, ma un luogo di confronto internazionale, di lettura delle tendenze, costruzione di relazioni. È fondamentale che le istituzioni continuino a sostenere la partecipazione attraverso bandi dedicati e misure strutturali per la filiera”.
Resta centrale anche il tema della digitalizzazione e dell’innovazione dei processi commerciali. Già nelle scorse edizioni era emersa l’esigenza di affiancare alla presenza fisica strumenti digitali capaci di prolungare il contatto con i buyer oltre i giorni della manifestazione. “Occorre rafforzare l’integrazione tra esposizione in presenza e strumenti digitali – sottolinea Andrea Caranfa, Segretario CNA Fermo e responsabile regionale CNA Federmoda – investendo su cataloghi online evoluti, piattaforme di matching e strumenti di promozione continuativa. La modernizzazione dei processi commerciali è una leva imprescindibile per competere in mercati sempre più veloci e selettivi”.
CNA Fermo ribadisce la necessità di misure strutturali per il settore moda: estensione e semplificazione degli ammortizzatori sociali, decontribuzione per le imprese della filiera, accesso agevolato al credito, strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e interventi mirati per rafforzare la competitività delle produzioni di alta qualità che contraddistinguono il distretto.




