Micam Milano, 50 calzaturifici del fermano puntano sulla fiera

MICAM - Dal 13 al 15 settembre la più numerosa rappresentanza territoriale di imprese calzaturiere al Micam Milano sarà quella fermana. Instabilità internazionale, rallentamento dell’export e debolezza del mercato interno delineano uno scenario ancora complesso per l’industria calzaturiera.

Nel dettaglio, i calzaturifici del fermano presenti nei padiglioni di Fiera Milano Rho saranno 50. Il comune più rappresentato è Montegranaro con 22 calzaturifici, seguito da Porto Sant’Elpidio e Sant’ Elpidio a Mare 13 , poi Monte Urano, Falerone e Monte San Pietrangeli con 11 calzaturifici.

“La partecipazione ampia delle aziende fermane dimostra la vitalità e il coraggio del nostro sistema produttivo, ma non deve farci sottovalutare la gravità della fase che stiamo attraversando. Le imprese continuano a investire nelle collezioni, nelle fiere e nella ricerca di nuovi clienti, pur operando in mercati sempre più instabili e difficili da prevedere” sottolinea Gianni Gallucci, presidente della sezione calzature di Confindustria Fermo.

È in questo contesto che le aziende si preparano per il Micam. “Le tensioni geopolitiche, l’incertezza sui dazi, le oscillazioni valutarie e la debolezza di diversi mercati strategici rendono molto difficile programmare per un settore – prosegue Gallucci - orientato all’esportazione”.

L’instabilità è la variabile su cui le imprese non possono incidere. In questo scenario si inserisce la debolezza della domanda interna. Nel 2025 gli acquisti delle famiglie italiane sono rimasti sostanzialmente fermi: i volumi hanno registrato una variazione negativa dello 0,1%, mentre la spesa è cresciuta soltanto dello 0,5%.

Quadro che si inserisce in quello mondiale che ha segnato un -3,6% in quantità nel primo trimestre (2,99 miliardi di euro) rispetto al 2025. Il confronto con il primo trimestre 2023 risulta ancora più significativo: −14,8% in valore e −11,3% nelle paia esportate. Sul 2019 cresce il valore, +11,8%, ma crollano i volumi del 16,9%.

Particolarmente delicata è la situazione delle Marche. Nel 2025 le esportazioni regionali di calzature e parti di calzature si sono attestate a 1,181 miliardi di euro, con una contrazione del 5,7% rispetto al 2024 e dell’8,1% rispetto al 2019.

L’andamento dei singoli mercati conferma un quadro internazionale disomogeneo. Nel primo trimestre 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’export in valore è diminuito del 10% verso la Germania, del 7,4% verso gli Stati Uniti, del 16,1% verso il Regno Unito, del 12,6% verso il Giappone e del 32,7% verso gli Emirati Arabi Uniti. E poi ci sono Russia e Ucraina, mercati chiave per il distretto, che hanno solo bisogno di ritrovare la pace.

“Il distretto fermano-maceratese genera praticamente l’intero export calzaturiero regionale. Dalla sua tenuta dipendono una parte fondamentale dell’economia marchigiana, migliaia di posti di lavoro e la sopravvivenza di una filiera costruita nel corso di generazioni” riprende.

Anche per questo, lunedì 14 settembre, in fiera arriveranno il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, l’assessore Giacomo Bugaro e il presidente di Camera Marche, Gino Sabatini. “Visitare gli stand, incontrare gli imprenditori e ascoltare dalla loro voce l’andamento degli ordini e dei mercati sarà fondamentale per comprendere la situazione reale e non sbagliare le prossime misure” aggiunge il presidente dei calzaturieri di Confindustria Fermo che ha scelto anche la sua squadra di vicepresidenti: Monica Virgili, Caterina Leombruni, Cristiano Ferracuti e Luca Guerrini.

“In una fase tanto delicata non possiamo permetterci interventi generici o costruiti senza un confronto con chi affronta ogni giorno i mercati. Le risorse devono essere concentrate su strumenti realmente utilizzabili dalle imprese e capaci di produrre risultati misurabili: il sostegno all’internazionalizzazione, la diversificazione dei mercati di destinazione, il rafforzamento della partecipazione fieristica, l’accesso al credito, investimenti nell’innovazione e tutela delle competenze professionali della filiera”.

Su un punto Gallucci è chiaro: “Non chiediamo misure assistenziali, ma politiche industriali costruite sulla realtà del comparto che rende le Marche grandi: con il 10,1% dell’export italiano di calzature e parti di calzature, la regione si conferma al quarto posto in Italia per valore esportato. La calzatura rappresenta uno dei pilastri della manifattura regionale. Noi – conclude il presidente della sezione calzature di Confindustria Fermo – non produciamo semplicemente fatturato, ma occupazione, conoscenze, innovazione e identità. Chi entrerà al Micam, il luogo nel quale si percepisce immediatamente il clima del mercato, se ne renderà conto”.

Devi effettuare il login per inviare commenti

Annunci

apette lat

Vai all'inizio della pagina
Preferenze Cookie
Le tue preferenze relative al consenso
Qui puoi esprimere le tue preferenze di consenso alle tecnologie di tracciamento che adottiamo per offrire le funzionalità e attività sotto descritte. Per ottenere ulteriori informazioni, fai riferimento alla Cookie Policy.Puoi rivedere e modificare le tue scelte in qualsiasi momento.
Analytics
Questi cookie ci permettono di contare le visite e fonti di traffico in modo da poter misurare e migliorare le prestazioni del nostro sito. Ci aiutano a sapere quali sono le pagine più e meno popolari e vedere come i visitatori si muovono intorno al sito. Tutte le informazioni raccolte dai cookie sono aggregate e quindi anonime.
Google Analytics
Accetta
Declina
Accetta tutti
Rifiuta tutti
Salva la corrente selezione