MARCHE - Vigneti e uliveti bombardati da chicchi di grandine grandi anche come albicocche, impianti fotovoltaici infranti, coperture divelte. La conta dei danni iniziata questa mattina dopo l’ondata di maltempo della notte che ha colpito soprattutto le province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli ha subito assunto i contorni del disastro. Gli uffici di zona di Coldiretti sono attivi dalle prime ore del mattino per contattare le aziende e verificare l'entità dei danni. Solo nei prossimi giorni sarà possibile tracciare un quadro più preciso ma già dal Maceratese, dove la tempesta ghiacciata aveva già colpito la settimana scorsa, il settore è in ginocchio. Anche perché in questo caso, ad avere la peggio, sono state colture pregiate come i vigneti e gli oliveti.
In provincia di Macerata il fronte, che ha fatto danni anche a Fabriano e Cerreto d’Esi, ha interessato i vigneti di Matelica e di Serrapetrona, i campi coltivati di Tolentino Belforte del Chienti, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio, per poi spostarsi a sud in direzione di Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle Marche, Ripatransone. A quel punto la violenta perturbazione ha virato verso la costa passando sopra le coltivazioni di Petritoli e sui vivai di Grottammare e San Benedetto del Tronto.
Le prime stime parlano di danni tra il 60% e il 90% su frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi il danno è tra il 50% e il 70%. Coldiretti Marche ha chiesto alla Regione lo stato di calamità. Danni anche alle strutture, soprattutto su impianti fotovoltaici a tetto, alle tensostrutture zootecniche nelle zone terremotate, strutture dedicate al ricovero degli animali con crolli di tetti che hanno causato il loro ferimento, animali colpiti e feriti direttamente nei pascoli.




