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Crisi, la Cgil vede nero: “Situazione di stallo tendente al peggio”

Il segretario provinciale CGIL Fermo, Alessandro De Grazia

FERMANO - Sarà un primo maggio carico di preoccupazioni e profondi interrogativi sul fronte dell'occupazione. Permane, infatti, una forte preoccupazione per la prospettiva di sviluppo del nostro territorio, come ribadisce Alessandro De Grazia, segretario provinciale della Cgil. “Le principali preoccupazioni stanno intorno al Distretto calzaturiero, perché non vediamo margini di miglioramento rispetto ai dati degli ultimi anni di crisi. E l'andamento delle ultime fiere conferma questa nostra percezione”.

C'è soprattutto il grande problema degli ammortizzatori sociali che, secondo De Grazia, dipendono principalmente da riforme che il Governo in carica non ha fatto. “Chiediamo da tempo una riforma universalistica degli ammortizzatori che garantisca un sistema uguale per tutti, a prescindere se lavori in un'azienda di 1.000 dipendenti o in una da 2. Non essendo ancora ripartito il lavoro, purtroppo questo problema è molto sentito, soprattutto dalle aziende che hanno finito gli ammortizzatori in deroga e sono quindi costrette a licenziare. Il paradosso è che oggi l'ammortizzare sociale diventa il Naspi, cioè l'indennità mensile di disoccupazione”.

Resta in piedi, nella nostra provincia, il Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo, che vede unite istituzioni, associazioni di categoria e gli stessi sindacati. “È stata istituita l'Area di Crisi complessa - ricorda De Grazia - che può aiutare ma che non è la soluzione a tutti i mali. È chiaro che per aderire ad un progetto devi fare un investimento come azienda, ma quelle piccole e piccolissime questa possibilità non l'avranno. Vedremo quanto metterà come risorse la Regione, ma tutto questo non risolverà i problemi strutturali che il Distretto ha, anche da un punto di vista culturale di un sistema imprenditoriale che negli anni d'oro non ha investito per qualificare il prodotto, pagando oggi lo scotto di questa mancanza di investimenti che doveva essere fatta in altri momenti. Altri Distretti in Italia stanno andando nella direzione dell'Industria 4.0, ma da noi questo non è accaduto e non sta accadendo. C'è una situazione di stallo che tende al peggio”.

Ovviamente, le conseguenze della crisi del calzaturiero hanno ricadute su settori come il metalmeccanico, la gomma plastica, l'apparato commerciale, così come la logistica ed i trasporti. “Tocca tutta la filiera, è un fatto innegabile” conclude il segretario della Cgil.

Andrea Braconi

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