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Coldiretti Ascoli Fermo: vola l'export agroalimentare: + 8,5%, bene anche la pesca

Armando Marconi

FERMANO - Oltre 55 milioni di euro per il secondo export agroalimentare regionale in termini di valore. Numeri estrapolati da Coldiretti Ascoli Fermo su dati Istat relativi al terzo trimestre 2018 per le province di Ascoli Piceno e di Fermo. Tra prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura, della pesca ma anche considerando il manifatturiero alimentare e delle bevande il settore segna un +8,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In particolare il valore delle esportazioni agroalimentari della Provincia di Ascoli è di quasi 50 milioni (+4,5%) mentre quello della Provincia di Fermo arriva a quasi 5,5 milioni (+67,5%).

Uno dei settori più gettonati della produzione interprovinciale, quella della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi, in particolare, fa segnare un incremento del 19,6% arrivando, dato regionale, a quasi 16 milioni di euro. “Dati confortanti – commentano il presidente di Coldiretti Ascoli Fermo, Armando Marconi, e il direttore Alessandro Visotti – se pensiamo a un territorio ferito dal terremoto e alle tante aziende danneggiate che si stanno, non senza fatica, rialzando. Sicuramente il segreto di questo appeal crescente sta nella qualità riconosciuta di prodotti distintivi di questo territorio”.

Qualità che i mercati stranieri premiano e che è a km 0 per gli italiani che hanno la possibilità di avere come “vicino” un farmer market. È il caso dei mercati di Campagna Amica dove i produttori fanno la vendita diretta dei loro prodotti. Frutta, verdura, vino, olio extravergine di oliva, pani e farine ma anche pesce, come avvenuto con successo ultimamente ad Ascoli. Anche i prodotti ittici piceni e fermani vanno forte. I dati indicano un valore dell’export di 3,2 milioni per Ascoli con un aumento del 3,8% e, addirittura, un +160% per la Provincia di Fermo che si avvicina a quota 800mila euro, sia per i prodotti ittici della pesca e dell’acquacoltura freschi che dei lavorati e conservati.

“Il Made in Italy agroalimentare è riconosciuto in tutto il mondo come di qualità, prezioso per una corretta alimentazione e per la salute. Noi marchigiani siamo tra le popolazioni più longeve anche per ciò che mangiamo. Sono questi i motivi che ci fanno insistere nel sostenere la battaglia contro il cibo anonimo attraverso la petizione Eat Original! Unmask your food con la quale chiediamo all’Unione Europea una legge per indicare in etichetta l’origine del cibo”.

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