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Un viaggio nella storia, dal polo archeologico di Fonte Vecchia a Torre di Palme

FERMO - La direzione è chiara: si va verso la realizzazione di un polo archeologico capace di legare a doppio filo il centro storico di Fermo, Torre di Palme e (con le dovute cautele legate ad un imprescindibile lavoro di “cucitura istituzionale”) l'intero territorio provinciale. Cuore di questa operazione Fonte Vecchia. “Il progetto di recupero è diviso in tre fasi - sottolinea l'assessore alla Cultura Francesco Trasatti -. La prima è prossima alla chiusura. La seconda era appesa ad un finanziamento della Regione, bloccato a causa del sisma e recuperato di recente. La terza, invece, è legata ai Fondi Fesr, per intenderci quelli con cui mettiamo a posto il Terminal per poi procedere su Fonte Vecchia. Di fatto c'è un cronoprogramma e ci sono i soldi, con una progettazione da fare per la seconda e per la terza fase”. Che scadenze vi siete dati? “Diciamo che, alla luce dei tantissimi impegni del 2018, di fatto ho spostato l'attenzione su questo progetto al 2019. Il mio auspicio è di fare la progettazione per la seconda e la terza, per far partire i lavori che finiranno dopo la fine del nostro mandato. Vorrei però rimettere in funzione per l'estate 2019 il cortile, che nelle mie intenzioni sarebbe destinabile ad un cinema all'aperto, anche considerato il fatto che siamo orfani di uno spazio con questa vocazione per via della chiusura della Casina delle Rose.”

E cosa diventerà Fonte Vecchia? “Ci sarà da fare un progetto allestitivo, su cui all'epoca avevamo coinvolto ovviamente la Sovrintendenza. Vogliamo creare un percorso unico e straordinario tra Cisterne Romane e sovrastante, uno spazio che si connoti come vero e proprio polo archeologico, pienamente accessibile anche ai disabili. Lì finiranno sia la parte di materiale archeologico che era ospitata nelle due stanze di Palazzo dei Priori, sia il vasto patrimonio che abbiamo a disposizione.”

In questa chiave il polo di Torre di Palme cosa rappresenta? “Un satellite del polo centrale, che può fungere da attrattore per quella fascia di turisti che già Torre di Palme cattura, magari senza farli muovere verso il centro storico della città. Uno spazio unico ed un museo archeologico degno della città capoluogo, con una finestra, appunto, su Torre di Palme. Questo è il disegno.”

Facciamo il punto proprio sulla struttura di Torre di Palme. “Da un punto di vista tecnico i lavori stanno procedendo. Hanno scoperto delle fragilità sul tetto, classici imprevisti durante la fase di cantiere. Ma la tabella di marcia va avanti e si chiuderà entro l'anno. Anche la Edison, che finanzia la parte scientifica, ha la necessità di chiudere l'investimento su queste scoperte entro l'anno. Sicuramente la prossima estate Torre di Palme si presenterà con un punto informativo e un museo, un biglietto da visita completamente nuovo integrato con la rete cittadina.”

Insomma, per il turista sarà un vero e proprio viaggio nella storia di Fermo. “Certamente. Nel percorso di ristrutturazione dello spazio una parte di finanziamento è nostro, una parte potrebbe rientrare attraverso il Gal con una progettazione che stiamo perseguendo insieme ad altri Comuni. Completando tutto lo spazio, d'intesa con la Sovrintendenza, verrebbe fuori un'ulteriore sala che potrebbe essere sede di piccole esposizioni del nostro patrimonio archeologico.”

La città, quindi, diventa sempre più baricentro culturale del territorio provinciale. “L'archeologia é il primo settore su cui puoi sperimentare un ruolo di collaborazione e di sistema con gli altri Comuni. Molto dipenderà dalla nuova gestione della rete museale, che andrà a gara tra poco e che dovrà prevedere la capacità di intessere relazioni anche con altri siti archeologici della provincia. Dobbiamo sviluppare questa capacità di fare un po' anche da traino per il ruolo che Fermo ricopre. Ma al di là della volontà politica, questo passerà attraverso un accordo più strutturale da parte della società che prenderà in gestione i musei.”

Andrea Braconi

La necropoli picena di Torre di Palme

Si sono conclusi nel mese di maggio i restauri di parte dei corredi della necropoli picena di Torre di Palme, scoperta durante l’assistenza agli scavi per il metanodotto Edison S.p.A., che si snoda tra i comuni di Fermo, Lapedona e Altidona. I lavori sono stati condotti sotto la direzione scientifica del dott. Giorgio Postrioti della SABAP Marche e seguiti sul campo dalla dott.ssa Laura Foglini e dal dott. Alessandro Giacobbi. La necropoli Nell’ottobre del 2016 iniziano i lavori di scavo e nel dicembre 2016 emergono le prime 2 tombe.

A febbraio 2017, in un’altra zona, a poche centinaia di metri, vengono alla luce altre 19 tombe. In seguito agli scavi sono state rinvenute in tutto 21 tombe nei due settori. Costante la tipologia tombale, con fosse rettangolari scavate direttamente nel terreno fino ad una profondità che sfiora in genere i due metri dal piano di campagna antico ed i defunti adagiati sul fianco destro, in posizione leggermente rannicchiata. I corredi Il corredo funerario, variabile per quantità e associazione degli oggetti ma sempre presente, comprendeva vasellame ceramico, spesso abbondante e raccolto all’interno di un ulteriore approfondimento presso i piedi del defunto, mentre in posizione funzionale o allineati lungo il corpo erano gli elementi in bronzo, ferro, osso lavorato, pasta vitrea e ambra relativi all’abbigliamento o all’acconciatura funebre e gli oggetti d’uso che in forma diretta o mediata testimoniavano con la loro presenza del rango economico e del ruolo sociale del defunto. Il panorama cronologico cui possono essere attribuiti i materiali di corredo è quello convenzionalmente definito come Piceno IV A e corrispondente al pieno VI secolo a.C. Fra le tombe femminili, che in ambito piceno presentano generalmente un corredo più ricco e articolato di quelle maschili, si segnalano diverse tombe caratterizzate dalla presenza di vasellame, di monili in bronzo ferro e ambra e da manufatti legati alla tessitura (fusaiole e rocchetti).

Tradizionalmente più contenuti sono i corredi delle sepolture maschili, tra cui, oltre al complesso delle ceramiche, risultano particolarmente evocativi gli oggetti di accompagno connessi in primo luogo alla sfera bellica. Tra questi si contano una punta di lancia e il relativo sauroter, coltello o spada corta ed elmo.

Tratto da: www.sabapmarche.it

Credit foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ancona

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