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Musei di Fermo: crescono i visitatori nei mesi estivi

FERMO - Stagione estiva oramai agli sgoccioli e per le presenze turistiche nei musei cittadini è tempo di bilanci. I numeri parlano da soli. I visitatori nei mesi di giugno, luglio ed agosto 2018 nelle strutture museali di Fermo sono stati complessivamente più di 24 mila, ovvero 10 mila presenze in più rispetto al 2017, anno che ha risentito degli effetti dell’emergenza post sisma, con edifici chiusi per inagibilità, adeguamenti di immobili e trasferimenti di musei.

L’estate 2018 con i turisti che sono arrivati in città è stata particolarmente positiva: nella vasta offerta del centro storico fra mostre e musei i visitatori, principalmente inglesi, francesi, olandesi, belgi e norvegesi, oltre che italiani provenienti dal nord al sud della Penisola, depliant e guide turistiche della città di Fermo alla mano, hanno fatto segnare 8.400 presenze alla mostra del ‘400, in corso nella chiesa di San Filippo (dato che tiene conto anche degli accessi avvenuti sin dall’apertura, ovvero dal 20 di aprile) e che rimarrà visitabile fino al 7 ottobre prossimo. Lo scorso anno è stata “bagnata” dal successo anche la mostra sul Rubens a San Filippo ma, al contrario di questa, si è svolta su tre mesi invece che su sei.

Appena usciti da San Filippo i turisti hanno avuto la comodità di poter visitare Palazzo Paccaroni, con i suoi Musei Scientifici che sempre dal mese di aprile scorso hanno lì la nuova sede, dopo il trasferimento da Villa Vitali, inagibile dopo i sismi. Il dato che salta subito all’occhio è quello dei numeri: nei tre mesi estivi sono state più di 2.000 le visite, dato importante che attesta come la nuova sede sia stata particolarmente apprezzata, un exploit veramente di rilievo se si considera che nel 2016, prima del terremoto, nella sede in viale Trento le presenze erano della metà. Un raddoppio di presenze che dimostra la possibilità di poter visitare il sito museale accanto ad altri musei e siti culturali in centro, favorendo al visitatore l’opportunità di avere concentrate nel giro di pochi metri le principali attrattive culturali della città.

Risalendo Corso Cavour e Corso Cefalonia si arriva in Piazza del Popolo, dove la riapertura lo scorso 2 agosto della Sala del Mappamondo a Palazzo dei Priori ed il Rubens esposto nella sala attigua hanno registrato quasi 5 mila presenze nel solo mese agostano (quasi quanto la sola Pinacoteca in tre mesi nel 2016). Segno dell’apprezzamento e del crescente desiderio da parte di turisti e visitatori di tornare ad ammirare uno dei gioielli cittadini.

Sala del Mappamondo la cui bellezza e maestosità sono recentemente apparse in un volume della casa editrice Taschen, specializzata in grandi opere di divulgazione d’arte, che si attendeva da oltre un anno, dedicato alle “più belle biblioteche del mondo”, come recita il titolo, scritto in inglese, francese e tedesco. Un enorme volume in brossura, contenuto in custodia a cartella, che accoglie anche la Biblioteca Civica “R. Spezioli” con la Sala del Mappamondo di Fermo. Tre foto a piena pagina di grande effetto e due pagine per la scheda triligue, accompagnate da piccole riproduzioni di testi. Sala del Mappamondo e Biblioteca fermane accanto alle immagini e alla descrizione soltanto di 16 biblioteche italiane, tutte assai prestigiose, tra le quali la Marciana di Venezia, la Casanatense e l’Angelica di Roma, La Laurenziana e la Ricciardiana di Firenze, la Braidense di Milano e la Nazionale di Napoli, oltre alla Biblioteca Vaticana. Tornando alle visite turistiche, confermano il loro trend le Cisterne Romane (7 mila visite) ed il Teatro dell’Aquila (4 mila).

E’ un bilancio molto positivo – ha commentato il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura ed al Turismo Francesco Trasatti – che rappresenta la dimostrazione del lavoro di ripartenza portato avanti subito dopo i sismi del 2016, che è stato premiato dalle visite in luoghi come la Sala del Mappamondo, che con onore fa bella figura nel volume sulle più belle biblioteche del mondo, e la felice scelta di trasferire i musei scientifici a Palazzo Paccaroni. Fattori come il biglietto unico, la contiguità delle strutture museali fra di esse nell’arco di pochi metri nel centro storico, un traino come la mostra del ‘400 che visti i successi è stata prorogata, sono quelli che sommati hanno portato a questi risultati. Conseguiti grazie ad un lavoro di promozione serrato ed efficace, da quella cartacea, anche nella vicina Umbria, fino ai social con facebook, twitter e istagram. Per l’autunno-inverno stiamo lavorando a importanti novità e nuove progettualità che sveleremo al momento opportuno”.

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