ALTIDONA - Da sabato 18 luglio 2026 alle 18:30, presso la GALLERIA sotto l’ARCO ad Altidona, su iniziativa del Centro di Documentazione e Cultura Fotografica ALTIDONA BELVEDERE - FOTOTECA PROVINCIALE di FERMO, sarà inaugurata la mostra personale della fotografa LAURA LEZZA, dal titolo: “La fotografia: dentro la cronaca, oltre il tempo”.
L’incontro con l’autrice sarà presentato da Pacifico D’Ercoli, presidente dell’Associazione Altidona Belvedere APS.
Le mostre proposte da Altidona Belvedere, arrivano già confezionate, a volte dopo essere state esposte in altri luoghi anche prestigiosi, che riguardano lavori realizzati in territori lontani e magari molti anni prima.
Questa è una mostra di cronaca prodotta in collaborazione con la fotografa livornese Laura Lezza.
Storie recenti e non, scatti attuali, con foto realizzate anche pochi giorni fa. La sua è una fotografia su temi di estrema attualità destinata a pubblicazioni su siti, quotidiani e periodici italiani ed esteri.
Molti dei più importanti fotografi del secondo dopoguerra, iniziarono la loro attività come fotografi di cronaca per rotocalchi come: Le ore, Il mondo e Epoca, tra essi anche Mario Dondero, periodici che per la prima volta resero la fotografia parte integrante del sistema comunicativo.
L’avvento del digitale, ha permesso di avere una enorme quantità di immagini immediatamente spendibili ma anche un generale appiattimento della qualità delle stesse, destinate a una divulgazione sui nuovi canali comunicativi e sui rotocalchi, che hanno perso però il loro ruolo pregnante.
Laura Lezza è una fotografa “donderiana”, come lei stessa si definisce, che esula da tale contesto; con le sue fotografie riesce, come Dondero, a trasformare i dettagli e il rapporto empatico con i soggetti, in elementi di un’umanità che esulano dall’ordinario.
La mostra: “LAURA LEZZA. La fotografia: dentro la cronaca, oltre il tempo - è allestita nelle quattro stanze della Galleria sotto l’Arco di Altidona, in sezioni: nella prima stanza ci sono fotografie dedicate sia alla Curva Nord del Livorno, il tifo per la squadra amaranto specchio identitario di un’intera città, sia alla millenaria Festa dei Gigli di Nola (Patrimonio UNESCO).
Nella seconda stanza, sempre al piano terra, è la volta del reportage che 25 anni fa Lezza realizzò a Genova in occasione del G8. Al primo piano, la prima stanza, è dedicata ai prelati riuniti a Piazza S. Pietro in occasione della scomparsa di Papa Francesco, la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati e la nomina di Papa Leone XIV. Infine nella quarta sala 6 episodi di cronaca italiana.
Nel percorso che porta al piano superiore, quattro fotografie del funerale della Regina Elisabetta, con le quali la fotografa si sofferma ad osservare i piccoli gesti del popolo inglese, testimonianza di un legame sincero e profondo con la propria sovrana. Tutto ciò certifica anche un piccolo saggio dell’impegno extra nazionale di Laura per la cronaca europea e mondiale.
Curata per l’occasione da Pacifico D’Ercoli e Diego Pizi, insieme all’autrice, la mostra rappresenta un lavoro di ricerca su un archivio di grandi dimensioni - come è immaginabile - e non può essere che una prima occasione conoscitiva, sicuramente parziale del lavoro, che ad oggi segna per Laura Lezza già 25 anni di attività sul campo.
La mostra ad ingresso gratuito resterà aperta fino al 16 agosto 2026, tutti i giorni - tranne il lunedì - dalle ore 18.00 alle 22.00.
° In occasione dell’inaugurazione del 18 luglio sarà organizzata una cena presso il Ristorante del Corso ad Altidona per cui è prevista la prenotazione fino alle 12.00 di giovedì 16 luglio. Seguirà una proiezione della stessa autrice.
Laura Lezza, nata a Nola nel 1975, è una fotografa e fotoreporter italiana che ha saputo trasformare la cronaca in racconto visivo universale. Ha trascorso l’infanzia e gioventù in molte città di Italia con la famiglia. Dopo la laurea e il dottorato in Filosofia all’Università di Pisa su Giordano Bruno, ha scelto la fotografia come linguaggio privilegiato per osservare il mondo, definendo la filosofia come la sua “scuola di fotografia”. Ha iniziato ad amare la fotografia da bambina, con immagini da cercare, ritagliare, conservare, attaccare e guardando gli album fotografici. Ventenne ha ricevuto in regalo dal nonno la sua prima macchina fotografica reflex e da allora non ha mai smesso di fotografare. Dalle prime esperienze con quotidiani locali e nazionali fino alla collaborazione con Getty Images, iniziata nel 2009, Laura Lezza ha seguito eventi di rilievo nazionale e internazionale, con immagini pubblicate su giornali e riviste di tutto il mondo, in numerosi libri e speciali. Il suo sguardo è progettuale, attento ai dettagli e alle contraddizioni che emergono dentro l’ordine apparente.
Premiata nel 2025 con il Premio giornalistico Luciano De Majo, partecipa regolarmente a incontri e rassegne culturali, raccontando cosa significhi oggi essere fotografa di news. La sua opera restituisce la forza della cronaca come tessuto di differenze e universalità, capace di trasformare l’attualità in visione poetica. Come nelle serie di immagini dedicata alla tifoseria del Livorno, la Costa Concordia, il G8 di Genova, la politica italiana, la Festa dei Gigli, le iconiche foto della Pandemia, l’Afghanistan, Kosovo, il popolo di Vasco Rossi e i funerali della regina Elisabetta e la serie sui religiosi in Vaticano.
Ha esposto in mostre personali, collettive ed installazioni pubbliche urbane, ideato campagne immagine fotografiche per molte istituzioni e sui temi a lei cari dell’ambiente. Dal 2023 collabora con la galleria Crumb Gallery di Firenze. Alcune sue fotografie sono presenti in collezioni private in Italia e all’estero. Vive nel porto di Livorno con il marito Luca. Non realizza video e si sente una partigiana della fotografia.




