FERMO - Cerimonia questa mattina con Giuliana Vannini, figlia della donna strappata alla famiglia nel 1943 e deportata ad Auschwitz-Birkenau. Prima incontro con gli studenti al Liceo delle Scienze Umane, poi commemorazione in via Perpenti sulla targa che la ricorda. Lanzidei: “Memoria è anche guardare al presente”. Un appuntamento entrato nel novero delle celebrazioni più sentite e intense della città di Fermo. Una giornata che da quattro anni si svolge l'8 ottobre, nella ricorrenza del tragico fatto avvenuto proprio l'8 ottobre del 1943 in via Perpenti 16 quando, da quella via, una giovane donna ebrea, Grete Schattner, venne strappata alla figlia Giuliana di soli 4 anni mentre dormivano nel lettone "da due uomini vestiti in abito scuro". Grete sarà poi internata a Servigliano, a Fossoli e poi deportata ad Auschwitz-Birkenau. Così, anche oggi, istituzioni, forze dell’ordine e studenti si sono ritrovati per un
doppio momento di riflessione, per una iniziativa promossa dal Tavolo della Legalità e dalla Casa della Memoria, con il patrocinio della Città di Fermo. Dapprima - alle ore 11.00 - un momento di riflessione al Liceo delle Scienze
Umane, aperto dal sentito saluto della Preside prof.ssa Sabrina Vallesi e coordinato dalla prof.ssa Catia Laurenzi, dove la figlia di Grete Schattner, Giuliana Vannini, ha incontrato gli studenti delle classi 2^ Cs e 2^ Es, portando la sua testimonianza. Importante anche l’intervento dl Giordano Viozzi, presidente della Casa della Memoria di Servigliano che ha intervistato Giuliana. Poi, alle 12.15, la commemorazione pubblica in ricordo di Grete. Commemorazione aperta al pubblico, a cui hanno partecipato le istituzioni e gli stessi studenti, riunitisi sotto la targa posta in Via Perpenti a Fermo, luogo dove la Schattner viveva al momento in cui è stata portata via. Per l’Amministrazione comunale l’Assessore alla Cultura, Micol Lanzidei, nel portare il saluto del Sindaco Alberto Scarfini, assente per un impegno sopraggiunto, ha tenuto un breve ma significativo discorso, affermando che “la memoria è guardare al presente, non solo al passato. E quando organizziamo queste celebrazioni, queste giornate così significative, non ricordiamo solo avvenimenti, ma ricordiamo persone”. Il Prefetto Edoardo D'Alascio, da parte sua, ha evidenziato agli studenti l’importanza del dialogo e della tolleranza. Il prefetto ha fatto riferimento all’art. 2 della Costituzione, ai diritti inviolabili dell’uomo, soffermandosi poi sul concetto di uguaglianza. Aggiungendo poi: “Non giratevi dall’altra parte quando qualcuno ha bisogno di voi. La storia di Giuliana ci ricorda che siamo tutti uguali e ci spinge a dire no a qualsiasi forma di razzismo”. Al termine i ringraziamenti agli intervenuti, alle autorità civili e militari, al Sindaco di Servigliano Marco Rotoni, alle associazioni, al Comune, alla Prefettura, alla Casa della Memoria, al Tavolo della Legalità, alla scuola, alla Polizia Locale, alle forze dell’ordine presenti ed alla preziosa collaborazione della famiglia Mascetti.




