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Gli "sconfinamenti" di Eriberto Guidi. Domenica 25 ottobre al Terminal si inaugura una mostra dedicata dal grande fotografo fermano

Il Terminal dedicato al fotografo Mario Dondero

FERMO - “Eriberto Guidi. Sconfinamenti fotografici”, è il titolo della mostra dedicata al grande fotografo fermano Eriberto Guidi, allestita al Terminal "Mario Dondero" dal 25 ottobre al 10 gennaio 2021.

“Continuiamo a far vivere arte e cultura nonostante il Covid – spiega l'assessore alla cultura Micol Lanzidei -. Obiettivo del Terminal è quello di creare uno spazio polifunzionale che possa accogliere tra l'altro la cultura fotografica della nostra città. Questo con il grande fotografo fermano Eriberto Guidi è il secondo appuntamento legato alla fotografia, dopo la mostra inaugurale del Terminal dedicata alle opere di Mario Dondero e prima della mostra centrata sull'opera di Luigi Crocenzi. Le opere di Guidi sono state catalogate e selezionate dalle sapienti mani di Lisa Calabrese e Simona Guerra. Grazie a loro il patrimonio di Guidi può essere ammirato e condiviso. Ringrazio le istituzioni che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto e i familiari di Eriberto Guidi che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa. Partiamo con entusiasmo, in caso gli eventi legati al Covid dovessero determinare una chiusura, faremo in modo appena possibile di rendere l'esposizione di nuovo fruibile in modo da soddisfare tutte le richieste degli appassionati”.

La parola alle curatrici, Simona Guerra e Lisa Calabrese. Innanzitutto perché il titolo “Sconfinamenti fotografici?”. “La mostra è un percorso che cerca di dare informazioni e di far conoscere la parte più nota di Eriberto, i suoi lavori famosi ma anche il Guidi nascosto – dice Simona Guerra -. Ecco il perché di “Sconfinamenti fotografici”: si esce dalla fotografia “classica” per andare oltre, nella parte nuova, inedita ed incredibile di Guidi. Nel suo archivio abbiamo trovato lavori che non conoscevamo, si arriva al colore attraverso l'intervento pittorico nelle fotografie. Guidi è parte della fotografia italiana, questa mostra è interessante perché ci dà modo di scoprire quanto lui abbia studiato ed inventato riguardo a questa arte. Attraverso, ad esempio l'utilizzo sorprendente del colore, un colore materico”.

“Con questa mostra cerchiamo di far capire il suo mondo – continua Lisa Calabrese -, la sua capacità di lavorare con calma, decantando le opere per anni, rivivendole. Scopo della mostra è anche lasciare un testamento per chi vuole continuare a studiare e ricercare il mondo artistico di Guidi. Il Maestro ci ha lasciato tanti spunti di riflessione legati al suo lavoro: la sua libertà artistica, il suo avvicinamento al digitale pur mantenendo la sua integrità".

"Guidi sconfinava – concludono le curatrici -, andando oltre, lavorando sulla tecnica fotografica e raggiungendo nuovi traguardi. In mostra avremo undici sezioni ed 86 scatti, concentrati soprattutto sul tema del paesaggio, frutto di una selezione non facile”.

Alla mostra collabora anche il Centro Studi Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado diretto dalla Professoressa Daniela Simoni che spiega quanto stretto sia stato il rapporto tra Eriberto Guidi e Licini. “Guidi era legatissimo a Monte Vidon Corrado, Osvaldo Licini era per lui un nume tutelare: lo legava a lui l'amore per il paesaggio, l'interiorizzazione dello stesso, il lavorare lento. Nel 2013 ospitammo nel Centro Studi una sua mostra personale; due anni dopo, quando Guidi era ancora vivo, si iniziò a pensare a questo progetto, realizzato oggi dopo una gestazione di cinque anni. Una mostra che lui desiderava moltissimo, aveva il sogno nel cassetto di una grande esposizione sulla sua arte nell'amata Fermo”.

Orari: fino al 10 gennaio, dal martedì alla domenica 10,30/13 e 15/18.

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