PORTO SAN GIORGIO - L'Italia si ferma nelle Marche Sud. Approfondimenti sulla mobilità autostradale. È il titolo dell'evento promosso dalla Fondazione San Giacomo della Marca e dal Comitato Arretramento A14 e FS Marche Sud. Si terrà a Porto San Giorgio, giovedì 5 marzo alle ore 17,45, al Teatro comunale.
Sono stati invitati a discuterne quattro personaggi di ambiti significativi: Roberta Crialesi e Silvia Bruzzone, dirigenti di Ricerca dell'Istat, Gilberto Pambianchi, docente di Geomorfologia presso l'Università di Camerino, e Giorgio Passerini, docente di Fisica Tecnica Ambientale all'Università Politecnica delle Marche.
L'apertura dei lavori è affidata a Massimo Valentini, presidente della Fondazione san Giacomo della Marca.
Da diversi anni il Comitato solleva il caso della A14 sottolineando l'urgenza di una presa di coscienza da parte delle istituzioni per un intervento che sani i pericoli e i disagi sempre più accentuati sul tratto autostradale che da Porto Sant'Elpidio porta a San Benedetto del Tronto.
Il Comitato ha inoltre ribadito, dando la parola ad esperti e docenti universitari, anche il pericolo di dissesto delle colline prospicienti qualora si scelga di procedere con la realizzazione della terza corsia.
Il Comitato fa notare che «l'attuale tracciato dell'A14 lungo la costa sud delle Marche è l'emblema di interessi particolari che hanno prevalso sul bene comune. Oggi, il progetto di potenziamento proposto da ASPI (costo stimato: 5 miliardi di euro) e fatto proprio al momento dalla Regione e quindi dal Governo, rischia di essere un rimedio peggiore del male. Inoltre, le criticità insostenibili sono queste:
-Sicurezza Stradale: 10 anni di lavori per la terza corsia tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso, in un tratto molto pericoloso e già martoriato da 8 anni di cantieri, significherebbero un innalzamento inaccettabile del rischio di incidenti e vittime.
-Dissesto Idrogeologico: Il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) certifica un grave rischio frane proprio lungo il tracciato previsto. Vogliamo davvero ignorare i dati come fatto a Niscemi?
-Inquinamento e Ambiente: Concentrare ulteriormente il traffico sulla costa aggrava i livelli di inquinamento già critici, ignorando la necessità di decongestionare il litorale.
-Isolamento dell'Entroterra: la Pedemontana, pur necessaria, non risolve il drammatico spopolamento delle aree interne, che restano prive di collegamenti rapidi con le arterie primarie».




