FERMO - L’attività di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio e la fede pubblica rappresenta una priorità assoluta per l’Arma dei Carabinieri, impegnata quotidianamente nel contrastare quelle forme di illegalità che minano la sicurezza economica e la serenità dei cittadini. In un’era sempre più digitalizzata, la protezione contro le frodi informatiche e le sostituzioni di persona richiede un monitoraggio costante e un’elevata capacità investigativa per individuare soggetti, spesso già noti alle forze dell’ordine, che sfruttano l’inganno per trarre illeciti profitti. Nel pieno rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, e al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, si evidenzia che a Fermo l’efficacia delle indagini ha permesso di interrompere due sofisticate attività criminose. In un primo episodio, i militari della locale Stazione Carabinieri di Fermo, a conclusione di accertamenti scaturiti dalla querela di un residente, hanno denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria un italiano di 45 anni, attualmente irreperibile sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato ritenuto responsabile di frode informatica, sostituzione di persona e danneggiamento di beni assicurati. Attraverso l’analisi meticolosa della documentazione bancaria, i Carabinieri fermani hanno accertato che il soggetto ha utilizzato indebitamente i documenti d’identità della vittima per attivare online una polizza assicurativa per viaggi con una compagnia turistica. Per rendere credibile il raggiro, ha simulato un impedimento legato a un ricovero ospedaliero mai avvenuto, riuscendo così a ottenere l’indebito rimborso di circa 10.000,00 euro per un viaggio di coppia che, in realtà, non è mai stato prenotato. Il sofisticato meccanismo è emerso grazie alle verifiche incrociate svolte dagli ispettori della compagnia assicurativa per rintracciare i beneficiari, accertando così la totale estraneità ai fatti della vittima che ha immediatamente disconosciuto tutto il piano ben congegnato. Sempre a Fermo, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno portato a compimento un’altra indagine legata alla cosiddetta “truffa del messaggio - emergenza”, denunciando una italiana di 38 anni, anche lei già nota alle forze dell’ordine, per i reati di truffa e sostituzione di persona. La donna, come ricostruito tramite i flussi bancari, è riuscita a entrare abusivamente nel profilo WhatsApp di un residente, spacciandosi per lui agli occhi di un collega di lavoro. Sostituendosi digitalmente, ha indotto la vittima a credere di dover fronteggiare un’improvvisa e grave emergenza, convincendola a effettuare un bonifico istantaneo della somma di 945,00 euro per prestarle soccorso. Questi risultati operativi confermano la determinazione dell’Arma nel garantire la legalità e la sicurezza, proteggendo la comunità civile dalle insidie del crimine moderno e tutelando le vittime di raggiri che colpiscono non solo il patrimonio, ma anche la fiducia nei rapporti interpersonali e negli strumenti digitali.




