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Spazio Betti: un incontro per capire

FERMO - “SpazioBetti all’ora dell’aperitivo”: avrà questo titolo, una collana di appuntamenti che si realizzeranno a partire dall’11 luglio alle ore 18 presso il cortile antistante il vecchio edificio della scuola media Betti (Largo Mora). Il primo appuntamento intende essere una presentazione generale dell’intero percorso che accompagnerà i giovani del territorio per i prossimi mesi. Si avrà così modo di far conoscere sia le iniziative che verranno realizzate, sia il senso dell’operazione che si vuole portare a termine. “SpazioBetti” intende essere un percorso di alcuni mesi finalizzato alla realizzazione di una progettazione partecipativa relativa agli spazi dell’edificio in cui era precedentemente ospitata la Scuola Media Betti, nonché quelli della ex-Polo Pop House. Un volume di grande importanza collocato all’interno del centro storico e al momento in completo disuso. Si tratta di spazi coinvolti negli eventi del sisma 2016, che li ha resi al momento inagibili, seppure con un contenuto grado di dissesto. L’Amministrazione Comunale ha così inteso assegnare a AgenziaRES l’animazione di un percorso, che coinvolga cittadini e soggetti interessati, per costruire ipotesi e predisporre le premesse operative, intorno alla destinazione d’uso degli spazi con lo scopo di farne un luogo di promozione di opportunità, servizi, laboratori, eventi e organizzazioni finalizzate ai giovani della città. Uno spazio che diventi un laboratorio di produzione artistica, di comunicazione, di nuove professionalità, di occasioni lavorative, di formazione, e di conoscenza per i giovani. Non ultima la possibilità da esplorare nella sua fattibilità – ed espressamente citata nella delibera di incarico – di realizzazione di un ostello giovanile come ulteriore elemento di servizio per la città. Il percorso di

SpazioBetti quindi consiste nella realizzazione di una serie di eventi che seguono tre tre filoni: animare quel contesto e quegli spazi per farli apprezzare direttamente ai giovani della città con eventi culturali e di dibattito, di vario genere; realizzare momenti di scambio e di co-progettazione per vagliare proposte e idee sulle cose da fare e sul modo di organizzare gli spazi; procedere con alcune piccole realizzazioni di riqualificazione e sistemazione degli spazi, per far saggiare il sapore di una città che si riappropria delle proprie risorse migliori.

E così questo primo incontro permetterà di presentare il progetto generale di “SpazioBetti” e lo farà anche coinvolgendo alcuni autorevoli ospiti. Paolo Paroni e Marco Mietto delle Rete Iter (la più importante aggregazione di amministrazioni locali e soggetti del terzo settore attivi sul tema delle politiche giovanili) che verranno a raccontare il progetto “La Grande Bellezza”. Un progetto finalizzato al recupero di spazi in disuso e tramite il quale viene anche sostenuto questo percorso, insieme ad altri simili che si realizzano in altre 5 località italiane. Giovanni Campagnoli (uno dei massimi esperti nazionali di politiche giovanili) verrà a presentare il suo libro “Riusiamo l’Italia” che è un grande viaggio e al tempo stesso un manuale d’uso, proprio sul tema della riattivazione di spazi in disuso, nella funzione di Beni in Comune destinati ai giovani.

“Per noi è davvero un’occasione importante per presentare alla città un progetto cui teniamo moltissimo al punto da investirci nostre risorse e non avere chiesto al Comune alcun compenso per la sua realizzazione – dice Paola Cimadamore, coordinatrice del progetto SpazioBetti per conto di AgenziaRES – perché pensiamo che una cooperativa sociale sia un organismo che deve assumersi responsabilità e mettere a disposizione la propria intelligenza per il territorio che abita. Si tratta di un primo appuntamento di un calendario molto fitto che da qui a dicembre permetterà di impegnare la città in un percorso di grande rilievo e al tempo stesso di animare e rendere fertile la vita e le attività di un quartiere che si va progressivamente depauperando”. “Abbiamo già coinvolto – continua Cimadamore – una serie di realtà associative e di esercizi vicini alle finalità del progetto e le risposte e le disponibilità sono state addirittura entusiastiche”.

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