i cresimandi adulti in ritiro dall'Arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio

FERMO - Sabato 16 maggio l’arcivescovo di Fermo, Mons. Rocco Pennacchio, ha aperto il portone di “casa” per accogliere e incontrare i quattordici cresimandi adulti provenienti da tutta la diocesi, accompagnati dai rispettivi padrini e madrine, in vista della celebrazione della Cresima in Cattedrale nella Solennità di Pentecoste, domenica 24 maggio 2026.

L’incontro – programmato e coordinato dall’Ufficio Catechistico Diocesano – ha rappresentato un momento significativo in preparazione al Sacramento della Confermazione e soprattutto un’importante occasione per ribadire l’attenzione pastorale della Chiesa sulla dimensione del catecumenato e sul completamento dell’Iniziazione Cristiana in età adulta.

Nella sua catechesi l’arcivescovo, partendo dal racconto di Pentecoste di Atti 2,1-11, e dopo aver tracciato le coordinate storiche e teologiche del brano, ha approfondito la dimensione ‘personale’ e ‘comunitaria’ dei sacramenti: «essi vengono conferiti a ognuno, individualmente, ma sempre nel contesto della comunità – ha detto il vescovo – e tale azione si sperimenta nella cresima dove agisce in maniera del tutto speciale lo Spirito Santo, il quale ‘conferma’ la persona nell’amore del Padre. Non va mai dimenticato – ha ricordato il vescovo – che lo Spirito è il vero protagonista di ogni sacramento e dell’agire della Chiesa». Sono state essenzialmente quattro le domande da cui l’arcivescovo Rocco si è mosso per favorire poi il momento della condivisione: «In quale esperienza della mia vita io incontro lo Spirito Santo? Come posso essere chiesa a partire da questo incontro con lo Spirito? In che modo sono capace di vivere e favorire l’unità e la comunione? Quale virtù posso mettere in circolo per favorire questa unità?».

A conclusione dell’incontro l’arcivescovo, partendo anche dalle risonanze condivise, ha sottolineato come «la consapevolezza di essere amati rappresenta l’identità del cristiano e a partire da ciò ogni sacramento va vissuto come un dono di Dio cui segue il ‘grazie’ dell’uomo». Un richiamo importante è stato riservato dall’arcivescovo anche alla figura dei catechisti e di coloro che sono chiamati a preparare ai sacramenti. In particolare, l’arcivescovo si è soffermato sulla distinzione tra ‘consapevolezza’ e ‘preparazione’ nel ricevere i sacramenti: «di fatto - ha affermato l’arcivescovo - l’uomo è chiamato a una libera e consapevole disponibilità, che si traduce in accoglienza del dono di amore gratuito che il Signore elargisce nel sacramento; mai si dovrebbero vivere le tappe sacramentali come una sorta di traguardi o di premi per coloro che hanno ‘capito tutto’ della vita e di Dio».

L’incontro, vissuto in un piacevole clima di familiarità e cordialità, si è concluso con la consegna della pergamena del ‘Credo’ e la professione di fede. A Maria l’arcivescovo ha affidato, prima della benedizione, i cresimandi e la celebrazione di domenica prossima augurando a tutti di poter leggere la propria storia personale come una possibile storia di Salvezza in cui Dio agisce e accompagna.

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